Mein liebster Blog

Da quando il mondo di internet è entrato nella mia vita (diciamo più o meno quattro-cinque anni fa), ho sempre provato una naturale idiosincrasia nei confronti delle cosiddette catene di S.Antonio… ma oggi credo che farò un’eccezione, dato che la catena in cui sono stata “adescata” in questi giorni, una volta tanto, mi sembra carina. Vi spiego subito di cosa si tratta.

Letteralmente Liebster Blog, parola proveniente dal tedesco, significa blog preferito. Ogni blogger che lo riceve deve consegnarlo ad altri cinque blog preferiti con meno di duecento followers. Il ricevente del premio dovrà:
• ringraziare il blog che l’ha premiato e linkarlo;
• copiare e incollare l’immagine del Liebster Blog;
• scegliere cinque blog meritevoli con meno di duecento iscritti;
• avvisare i blogger con un commento sul loro blog.

Ringrazio quindi Mattia, amministratore del simpatico blog Sudare inchiostro, che mi ha eletto tra i “seinen liebsteren Blog”, ovvero i suoi blog preferiti… anzi: danke schön, lieber Mattia!  🙂
(Scusate, ma studiando tedesco da tre anni ci tengo a fare le cose per bene ^^)

E ora veniamo ai miei Liebstere Blog, sperando di riuscire a beccare quelli che non sono già stati “incatenati”. Vi dirò che non è facile scegliere tra i tanti che spizzico – anche perché non ho proprio idea di come si calcoli il numero dei visitatori -, ma ci proverò.

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Diario di un’aspirante scrittrice fantasy
Un blog che seguo spesso per via dei contenuti che vi figurano, che di solito condivido in tutto e per tutto. Ricordo che l’ho scoperto per caso mentre facevo ricerche sui cliché fantasy da evitare, e mi sono imbattuta in questo post, che mi è piaciuto particolarmente: l’ho trovato diverso e più originale, perlomeno, dalle solite liste in stile “Nonciclopedia” che si trovano su internet.

Il giovane blog di uno scrittore adolescente
Un altro dei blog che hanno ispirato l’apertura di Pensieri d’inchiostro, dato che anche il blogger che lo gestisce ha iniziato quando aveva circa la mia età. Qui troverete piccole perle filosofiche davvero divertenti.

Silvia Mangiardi
La nostra Silvia è una giovane autrice al secondo libro pubblicato, che ho avuto l’opportunità di conoscere tramite un forum di scrittura collettiva. Naturalmente, vi consiglio lei e il suo blog, che troverete ricco di “istantanee” prese dai libri.

Chiara Vitetta
Il nome probabilmente non vi suonerà nuovo, dato che ho già parlato di Chiara Vitetta – e più precisamente del suo libro – qui sul blog, ma vi consiglio ancora di fare un salto sul suo sito, pieno di ottimi consigli per chi vuole pubblicare un romanzo da esordiente senza incappare in fregature e, possibilmente, senza rimetterci il portafogli.

La vera editoria
Il quaderno virtuale di un editor desideroso di sfatare molti dei miti che circolano riguardo all’essere scrittori e alla pubblicazione di un manoscritto, davvero interessante. Peccato che ultimamente sembri un po’ abbandonato, ma spero proprio che il blogger ritorni a postare con regolarità, perché i suoi articoli meritano veramente.

Be’, io il testimone l’ho passato: ora tocca a voi, miei prodi! 😉
È ovvio, comunque, che gli interessati non sono tenuti a proseguire a loro volta l’iniziativa se non lo desiderano, come per tutte le catene di S. Antonio e compagnia bella 🙂

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Aria di novità

Come avevo preannunciato qualche giorno fa, in occasione del 6° “complemese” del blog e anche dell’anno nuovo, ho deciso di introdurre alcune piccole novità per rinnovare l’aspetto di Pensieri d’inchiostro, perciò ho deciso di scrivere questo post per fare una sorta di riassunto di questi cambiamenti.

• Quello che mi piace di più è sicuramente il nuovo metodo di valutazione delle recensioni: sto parlando delle goccioline d’inchiostro, con cui avete fatto conoscenza già da qualche giorno, e che andranno a sostituire le vecchie stelline. Le ho realizzate con tanto amore, perciò spero che vi piacciano! 🙂

• In secondo luogo troverete alcuni bannerini, sempre disegnati da me, che renderanno più allegri i vari post, in particolare quelli delle rubriche che ho avviato su Pensieri d’inchiostro. Uno l’avete già visto, quello del progetto “In my mailbox – Acquisti libreschi”, ma presto ne arriveranno altri!

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Il CCI (Cassonetto dei Commenti Indegni)

Negli ultimi giorni, Pensieri d’Inchiostro è stato il capro espiatorio degli sfoghi di un utente giunto su questo blog unicamente per prendersela con colei (io) che si era permessa di criticare duramente un libro, nonché per seminare zizzania intasando numerosi post con un gran numero di commenti per lo più altamente stupidi o addirittura maleducati nei confronti miei e degli altri lettori del blog. In un primo momento avevo pensato di cancellare questi commenti poco carini, sperando così che l’utente in questione decidesse di smetterla con i suoi giochetti, ma poi il mio brillante cervellino è stato fulminato da un’idea: ieri sera stavo tranquillamente sguazzando tra i post del blog Gamberi Fantasy quando sono capitata per caso nella cosiddetta “Fogna dei commenti”, ovvero un vecchio post con cui Gamberetta annunciava che avrebbe cambiato la politica a proposito dei commenti stessi. Per chi non lo sapesse, la Fogna è il quartier generale di tutti i messaggi stupidi o, nel migliore dei casi, fuori argomento che hanno insozzato le pagine di Gamberi Fantasy negli anni: ogni volta che veniva pubblicato un intervento del genere, l’amministratrice lo faceva finire nella Fogna, dove era destinato a rimanere a marcire per il resto dei suoi giorni.

Cosa c’entra la Fogna di Gamberi Fantasy con il mio blog? Be’, molto semplicemente, ho pensato di prendere in prestito l’idea di Gamberetta (con un nome diverso, è ovvio) e di utilizzarla anche per il mio Pensieri d’Inchiostro, il tutto per i seguenti motivi:

1) Detesto la censura: per quanto idiota o privo di senso o Off Topic (d’ora in poi OT) possa essere un commento, non mi piace che sparisca senza lasciar traccia da un momento all’altro. Inoltre, non voglio che voi lettori pensiate che il “diritto di veto” che possiedo nei confronti dei commenti, in quanto amministratrice del blog, possa essere usato semplicemente per togliere di mezzo un intervento fastidioso;

2) Visto che tra i commenti dell’utente accennato poche righe più in alto ce ne sono alcuni che potrebbero benissimo essere catalogati tra gli insulti, non mi sembra giusto censurare una prova di quanto sappia essere maleducata la gente sapendo di essere protetta dallo schermo di un computer e da un’e-mail fasulla.

Quindi, presto fatto: d’ora in poi mi prenderò la libertà di spostare in quello che ho deciso di chiamare CCI (il Cassonetto dei Commenti Indegni) tutto ciò che non riterrò degno di comparire tra i commenti seri ad un post qualunque. Lo spostamento non avverrà in tempo reale, dato che non ho intenzione di rimanere connessa a internet 24 ore al giorno, ma se sapete che il vostro messaggio contiene roba palesemente OT, affermazioni senza senso o insulti di vario genere, scriveteli direttamente qui e mi farete un grosso favore.

A proposito: nel CCI non finiranno solo i commenti irrispettosi, OT e quant’altro, ma anche le eventuali repliche (e quindi anche dei miei messaggi) che costituivano la discussione, quindi se vedete che un vostro commento è stato cassonettizzato non significa necessariamente che sia proprio quel commento a essere offensivo, fuori argomento, ecc…

Un’ultima piccola indicazione per un uso consapevole del CCI:  se volete fare una domanda o dire la vostra su un argomento non legato ad alcun articolo, potete farlo tranquillamente qui. Non è detto che aver scritto un “commento indegno” sia per forza un male, anzi: come potrete notare leggendo tra i commenti qui sotto, nel CCI ci sono anche discussioni divertenti e interessanti.

Già che ci siamo, permettetemi di fare un paio di precisazioni riguardo ai commenti:

1) Se vi accorgete di aver commesso un errore ortografico o grammaticale in uno dei vostri interventi, NON scrivetene un altro per correggervi. Siamo su internet: una svista può capitare a tutti. Magari impiegate trenta secondi in più per rileggere ciò che scrivete, ma se vi sbagliate non fa nulla, davvero. (Se invece voleste farmi notare un errore che ho commesso io in uno degli articoli, fatelo pure senza timore: provvederò subito a correggerlo e a ringraziarvi per avermelo fatto notare. Anche i migliori sbagliano, quindi figurarsi io.)

2) Sono capitati un paio di messaggi privi di senso, composti premendo a caso lettere sulla tastiera (es: “gngrvsfrv”). Inutile dire che questi verranno cestinati immediamente. Avete letto bene: cestinati, non cassonettizzati.

3) A volte WordPress segna come SPAM dei commenti che in realtà non lo sono (per esempio se contengono un gran numero di link o delle parole “vietate”). Non preoccupatevi se non li vedete comparire, dunque: controllo spesso la cartella dello SPAM e quindi provvederò in breve tempo a sistemare tutto.

4) Per quanto riguarda lo SPAM vero e proprio – che finora non è mai capitato, ma non si sa mai – accadrà la stessa identica cosa dei messaggi privi di senso. Quindi, fate un favore all’intero blog: evitate di spammare e saremo tutti più contenti.

Detto questo, buona giornata a tutti.

PS: è ovvio che, anche se questo è ufficialmente il cassonetto dei messaggi indegni, i commenti – belli o brutti – a proposito del CCI stesso sono sempre bene accetti. Questa mi è parsa una buona soluzione al problema che si era presentato… spero di aver fatto centro, dunque 😉

*       *       *

EDIT del 25/03/12. Visto che, a quanto pare, non mi sono spiegata bene, ribadisco il concetto e mi prendo la libertà di aggiungere una piccola cosa: come potete vedere dal simpatico bannerino appena comparso qui a destra proprio sotto il CCI, i troll che giungeranno su questi lidi saranno perseguitati duramente e costretti ad andarsene con le buone o con le cattive.
Le “buone”, nella fattispecie,  sono un paio di richiami all’ordine e l’eventuale cassonettizzazione; le “cattive”, il cancellamento immediato e inappellabile dei commenti che riterrò indegni persino per il Cassonetto, e ricordatevi che in casi estremi non mi faccio alcuno scrupolo di fare un giretto alla Polizia Postale. Evitate, quindi, di tirare fuori le solite storie: io questo non lo chiamo censurare, bensì difendere quella che – vi ricordo – è casa mia da chi non ha nulla di meglio da fare che insozzare i blog altrui con messaggi idioti.
Spero di essermi chiarita, adesso.

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Perché questo blog?

Mi piace avere sempre un motivo ben saldo per tutte le cose che faccio, così come mi piace domandarmi sempre il perché di tutto. Ogni scelta dovrebbe avere delle solide basi per essere compiuta, e la mia decisione di ritagliarmi questo piccolo spazio nell’oceano virtuale non fa eccezione.
Perché, dunque, ho deciso di aprire questo blog? Cosa mi ha fatto pensare di avere qualcosa di così interessante da scrivere da condividerlo addirittura con tutto il web? In questo caso i motivi sono più d’uno.

Primo tra tutti, il mio viscerale amore per la scrittura.
Ho sempre amato scrivere, fin da piccola, così come ho sempre adorato stare vicino ai miei libri, amici e intrepidi compagni di avventure, ma la vera scintilla d’amore ne ha impiegato davvero parecchio, di tempo, prima di scoccare: questo è accaduto più o meno tre anni fa, diciamo pure per caso,… anche se è noto che, quando si parla di caso, si sa come esso in realtà c’entri ben poco.
Non ho intenzione di annoiare potenziali lettori già a partire dal mio secondo articolo, perciò concedetemi di non raccontarvi adesso tutti i particolari di questo incontro casuale tra me e la scrittura: quelli arriveranno più avanti. Forse.

Ad ogni modo, questa scintilla scoccò, e la mia nuova, irrefrenabile voglia di scrivere occupò una ventina di pagine, sottoforma di fan fiction. Da una fan fiction diventarono due, e quest’ultima impiegò le mie energie per quasi un anno, trasformandosi in un “romanzo” di 150 e passa pagine. Un’innocua storia di ninja e di duelli all’arma bianca, che presto – non so nemmeno spiegarmi come – divenne un horror popolato da vampiri. E fu proprio da questa storia, che aveva iniziato a prendere una piega ben diversa da quella che mi ero prefissata, che nacque un’altra idea, l’idea che fece nascere quasi dal nulla la mia creatura.
Forse sembrerò presuntuosa a parlare così della mia storia, ma non posso definirla altro che così: è una storia che non è più una semplice storia; col passare del tempo è diventata parte di me, come una fetta della mia anima. È una storia per la quale sto faticando da quasi due anni, prima per cercare di renderla reale, quasi viva, e successivamente per tentare senza troppo successo di non permetterle di diventare così reale da occupare tutti i meandri della mia mente. È una storia che da poche pagine (all’inizio avevo calcolato non più di 300 cartelle, se proprio mi fossi dilungata) è cresciuta e si è evoluta, tanto che dopo un anno di scrittura mi sono resa conto che non sarei mai e poi mai riuscita a tenermela tutta a mente.
Da una fase di scrittura della storia effettiva sono passata perciò a un momento di tregua, in cui mi sono rimboccata le maniche e ho cominciato a stendere quello che nella mia USB zeppa di roba si sarebbe dovuto chiamare “Elenco dei punti principali.doc”: una sorta di riassunto molto dettagliato che doveva servirmi per avere più chiara in testa la trama, che col passare del tempo si approfondiva sempre di più.
Oggi, 25 giugno 2011, questo elenco occupa esattamente 669’667 battute, 335 cartelle, e secondo i miei bizzarri calcoli sono sì e no a metà della storia che vorrei arrivare a scrivere. In poche parole ho già superato abbondantemente il numero di pagine che mi ero prefissata, e il guaio è che questa non è la storia vera, ma il riassunto della storia.
Questo, naturalmente, ha comportato una serie di problemi: d’accordo, sono giovane e ho gran parte della vita davanti per concludere quello che, dentro di me, sto già iniziando a chiamare “libro”… ma quanto tempo richiederà tutto ciò? Ne vale davvero la pena?
Sì, mi sono detta, ne vale la pena, e credo che chiunque passi di qui e ami scrivere sia d’accordo con me: la propria creatura è unica e senza eguali, perciò le si farebbe un grave torto abbandonandola al suo destino. Così ho continuato, e continuo tutt’ora. E a quelli che mi domandano: «Ma non saranno troppe idee da inserire in un solo libro?», rispondo con un motto sempre valido: «Mai dire mai.»

Accanto alla scrittura letteraria, però, nel frattempo anche la scrittura pratica chiedeva insistentemente la sua attenzione. Oltre a quello di pubblicare, infatti, ho un altro sogno nel cassetto; anzi, altri due: diventare giornalista oppure lavorare in una casa editrice, magari come editor.
Anche qui, tutto cominciò quasi per gioco, tramite il sito Yahoo! Answers (e non storcete il naso, cari miei: qualche volta ci si trova persino qualcosa di interessante; raramente, ma si trova), e in particolare nella sezione Libri ed Autori. All’inizio trovai quasi sconcertante l’incredibile numero di persone che desideravano scrivere un libro, spesso dal nulla: di fronte a tanta inesperienza (non che io ne potessi vantare molta di più, ma era pur sempre meglio di niente), fu quasi un gioco rispondere alle loro domande. Iniziai a condividere con loro le tante informazioni raccolte nel tempo via internet, su tutto ciò che riguardava lo scrivere, il rileggere, il pubblicare e così via, mentre a mano a mano che continuavo ne imparavo anch’io di nuove.
L’esperimento andò bene. Tanto bene che mi ritrovai addirittura nella classifica delle “Migliori risposte” di Libri ed Autori.
E la cosa che mi dava più soddisfazione non erano i punti che ricevevo, ma i “Te la meriti proprio, la migliore risposta!”, “In tanti anni che sono su Answers non ho mai ricevuto una risposta del genere, così chiara e dettagliata!” o i “Scrivi veramente bene, lo sai?” che mi venivano scritti sempre con maggior frequenza.
Scrivere per gli altri, possibilmente parlando di libri e di scrittura, mi piaceva e soprattutto mi divertiva, quasi tanto quanto inventare storie, e se me la cavavo anche bene perché non iniziare a farlo sul serio?
Fu così che iniziò a ronzarmi in testa l’idea, subito apparentemente utopica e poi sempre più reale, di crearmi un mio spazio web in cui continuare a condividere i miei pensieri scrittevoli, e magari dove poter ricevere commenti e critiche che mi aiutassero a migliorare anche sul piano letterario.
Per scrivere un blog, però, servivano delle idee: ho visto fin troppi blog scadere in contenuti banali prima e finire nel dimenticatoio dopo pochi mesi poi, a causa delle poche idee dei loro proprietari. Così, l’ottobre scorso se non ricordo male, feci il punto della situazione: quante possibili idee che mi frullavano nella mente avrebbero potuto trasformarsi in futuri articoli? Cominciai con una ventina, poi cinquanta, poi cento, poi sempre di più… fino a quando la pagina che mi ero creata ha raggiunto quota 950 idee su cui mi sarebbe piaciuto scrivere un articolo. Troppe, come al solito.
(A volte mi chiedo se gli scrittori-perennemente-senza-idee sappiamo veramente quello che dicono, quando desiderano più idee: è molto, molto peggio averne troppe, secondo me.)
Ad ogni modo, in questo caso meglio troppe che troppo poche: più idee avevo, più sarei riuscita a tenere in vita il blog, e per questo non posso che ringraziare la mia testolina sforna-idee. Non mi resta sperare che anche questo esperimento funzioni, magari garantendomi un po’ di visibilità, che mi sarà utile se mai la mia creatura riuscirà a vedere la luce.

Dopo questa lunga introduzione, probabilmente vi sarete già fatti un’idea più che chiara del fatto che la sottoscritta soffra di una grave e incurabile forma di grafomania. Se ancora non vi ho spaventato, spero che continuerete a seguire questo blog nato da poco. Ma tanto lo so che siete coraggiosi e che non vi spaventa nemmeno un’aspirante scrittrice grafomane.
O no? 😉

PS: è sottinteso, d’ora in poi, che ogni critica, ogni consiglio, ogni suggerimento riguardo ai post futuri è ben accetto.

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L’inizio della storia

Ben appropinquato a questo maniero, o impavido viandante, che dopo tanto vagare per lo sconfinato oceano chiamato Internet sei alfine giunto alla mia umile dimora.
Per prima cosa, desidero ringraziare te. Sì, hai letto bene, proprio te che stai leggendo queste righe, e che ora sei seduto sulla tua seggiola preferita davanti allo schermo del computer. Ti do un caloroso benvenuto nel mio blog, nel mio castello in una terra lontana, nel mio fantastico mondo,… ovvero nel minuscolo spazio web che dopo tante fatiche e tanti sogni sono riuscita a ritagliarmi.
Ringrazio te prima di tutto, perché senza lettori un blog non è niente, è una completa nullità. E se anche tu fossi l’unico visitatore mai passato di qua… ne sarebbe valsa la pena ugualmente. Un lettore, dopotutto, è pur sempre meglio di nessun lettore, no?

In tutto il web, dicono, sono presenti più di 130 milioni di blog. Uno solo, se messo a confronto, non è niente: è come un singolo granello di sabbia, una singola goccia di acqua di mare, una singola stella. Eppure questo in cui sei capitato non è come tutti gli altri: questo è speciale, unico.

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