Di vestitini, libri e tartarughe

Il 29 luglio, giorno in cui lascerò l’Italia per un po’, si avvicina.
Mentre il mio cervello – complice forse anche il caldo di questi giorni – manifesta segni di schizofrenia con pensieri del tipo

Happiness

“Che bello, non vedo l’ora! Tra poco me ne andrò da sola a esplorare il mondo e vivrò un sacco di esperienze meravigliose!”

e al tempo stesso

paura

“Ommioddio, che fifa bestiale che ho addosso, ma chi me l’ha fatto fare??”

(anche se, per fortuna, prevale il primo), mi viene in mente che forse non sarebbe male pensare a un qualche regalino per coloro che mi ospiteranno mentre sono in America. Come ho scritto due post fa, infatti, da metà agosto a fine dicembre sarò a Charleston per studiare, approfitterò di un paio di settimane prima e dopo per trovare i miei “famosi” parenti (famosi in casa mia, s’intende, poiché sarà una ventina d’anni che loro ci invitano ad andare là, dopo essere stati in Italia diverse volte, e ciononostante io sarò la prima della famiglia ad andare là 🙂 ).

Detto fatto, esco con mia mamma e insieme ci rechiamo in un negozio di vestiti per bambini.
Entriamo e cominciamo a guardare gli scaffali, alla ricerca di qualcosa che possa accontentare il clan dei “piccoli”. Vedendoci un po’ perse, la commessa interviene e ci dà una mano, proponendoci una serie di magliette molto carine.

Giunte al turno dell’unico maschio della combriccola, ci mostra per prima cosa la canottiera delle Tartarughe Ninja, senza ovviamente sospettare che la sottoscritta sia una loro fan… ed è a questo punto che rimango sconvolta nel notare che sulla canottiera le Tartarughe hanno i colori delle maschere sbagliati!
Ma dico, dove si è mai visto Donatello con la fascia GIALLA???

Che la vendetta di Donatello si abbatta su chi ha messo in vendita un obbrobrio del genere!

Dopo essermi ripresa a malapena da tale blasfemia (scherzi a parte, stavo per trascinare mia madre fuori senza darle spiegazioni) e essere ovviamente passata alla maglia successiva, mi accorgo che nel negozio è entrata anche una signora con una bambina piccola, sui sei anni.
La vedo sedersi su una poltroncina, mentre la signora – sua nonna, immagino – inizia a tessere lodi sulla secondo lei bellezza dei capi esposti… roba bella, senza dubbio, ma a mio parere un po’ troppo piena di paillettes e molto sui toni del rosa. Magliette che io da piccola avrei faticato parecchio a indossare, per intenderci.

La bimba però non sembra particolarmente interessata ai vestiti: si guarda un po’ intorno, ma poi preferisce sfogliare i pochi dépliant sul tavolino di fianco alla sedia, mentre la nonna cerca invano di attirare la sua attenzione.
Dopodiché la piccola pronuncia la frase che fa crollare i propositi della nonna – e a me fa innamorare di lei, perché in tale circostanza io direi la stessa identica cosa:

– Ma qui di libri non ce ne sono?

Se solo mia madre non avesse già richiuso il portafoglio e mi stesse dicendo di muovermi perché abbiamo tanti giri da fare, e soprattutto se non si trattasse di sequestro di minore, mi verrebbe voglia di “rapire” la bimba dal negozio e portarla con me in biblioteca, che è giusto a due passi.

Non ho niente contro i bei vestiti, intendiamoci.  Però, piccola mia, sappi che ti stimo e spero che continuerai per questa strada 🙂

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