Le 13 regole di Chuck Palahniuk

È il momento di prenderci un attimo di pausa dalle recensioni e tutto il resto (anche perché questi ultimi giorni di scuola sono tutt’altro che all’insegna del “dolce far niente”), perciò ho deciso di proporvi una serie di consigli di narrativa che mi sono piaciuti molto e che ho trovato davvero utili. Sto parlando, come da titolo, delle


Venti anni fa, una mia amica e io camminavamo per Portland a Natale. I grandi negozi con tanti reparti: Meier and Frank… Fredrick and Nelson… Nordstroms… in tutte le loro vetrine sempre la stessa semplice, graziosa scena: un manichino abbigliato o una bottiglia di profumo sulla neve finta. Invece le vetrine di J.J. Newberry, diavolo, erano stracolme di bambole e decorazioni e spatole e set di cacciaviti e cuscini, aspira polveri, grucce di plastica, criceti, fiori di seta, caramelle – credo che ormai abbiate capito che cosa intendo. Ogni singolo oggetto di quella massa era prezzato con un cartellino rotondo di un rosso sfumato. E oltrepassando la vetrina, la mia amica, Laurie, lanciò una lunga occhiata e disse: “la loro filosofia di allestimento delle vetrine deve essere: ‘Se la vetrina non sembra uscita bene – mettici altra roba.” Disse il commento perfetto al momento perfetto, e lo ricordo due decenni dopo perché mi fece ridere. Quelle altre, eleganti vetrine… sono sicuro che fossero curate e piacevoli, ma non m’è rimasta in mente una vera immagine di come fossero. Per questo saggio, il mio obiettivo è ‘metterci altra roba’. Mettere insieme una sorta di calza natalizia delle idee, sperando che qualcosa sia utile. Come se facendo i pacchetti regalo per i lettori, infilandoci caramelle e uno scoiattolo e un libro e qualche gioco e una collana, io sperassi che una varietà sufficiente garantisca che qualcosa di tutto ciò risulti totalmente asinino, ma qualcos’altro si riveli perfetto. Continue reading

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