Libreschi pensieri – 9

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Infilai un foglio nel rullo e, senza concedermi un attimo di tregua, cominciai a spremere quanto avevo dentro.
Lottai con ogni parola, ogni frase, ogni espressione, ogni immagine e ogni lettera come se fossero le ultime che avrei scritto.
Scrissi e riscrissi ogni rigo come se ne andasse della mia vita e poi lo riscrissi di nuovo.
La mia unica compagnia furono l’eco del ticchettio incessante della tastiera che si perdeva nella sala in penombra e il grande orologio a muro che esauriva i minuti che mancavano all’alba.

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 [Carlos Ruiz Zafòn, Il gioco dell’angelo]

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