[Recensione] La profezia del lupo

Vi sono mancate le mie recensioni dei “fèntasi + orribbili” che ci siano in circolazione? Sperò di sì, perché ce n’è un altro in arrivo! Anzi, a dire la verità sono addirittura DUE in UNO! 😀

Titolo: L’eredità dell’ombra
Fa parte di: La profezia del lupo (#1/?)
Autore: Marilù Monda
Tags: fantasy classico, elfi, elementi, prescelti
Editore e collana: Piemme Freeway
Pagine: 382
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €14,90 (eBook €6,99)
ISBN: 9788856620535
Formato:  cartonato con sovraccoperta
Copertina e grafica: L. Tarlazzi, C. Flegenheimer
Traduzione: Roberta Marasco
Editing:
Alice Fornasetti
Valutazione: 4,5

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RIASSUNTO – Il cielo è un’oscurità impenetrabile, i corvi e le cornacchie lanciano le loro stridule grida, nubi di pipistrelli riempiono l’aria: sono tutti presagi di guerra e morte perché il Clan dell’Ombra ha conquistato il mondo e sta seminando caos e distruzione. La salvezza è nascosta tra le righe di una profezia, che allude a quattro Prescelti che non potrebbero essere più diversi: Faloan, l’irruente erede del regno dell’Acqua; Aidan, la malinconica e bellissima principessa del regno del Fuoco; Derry, un umile contadino che viene dalle verdi lande del regno della Terra; e Kyla, una pastorella ribelle del regno dell’Aria. I quattro ragazzi, che tengono tra le mani il destino del mondo, hanno una sola certezza: trovare la Creatura dagli Occhi Verdi, un misterioso guerriero che li accompagnerà nella difficile impresa di sconfiggere le forze del male…

L’AUTRICE – Marilù Monda è nata in Italia, ma ora è residente a New York. È una lettrice eclettica e una ricercatrice nata; ha diciannove anni, è studentessa universitaria e si sta specializzando in filosofia. Ha iniziato questa saga quando aveva solo diciassette anni, ma scrive da quando era piccola e ha pubblicato articoli e poesie. I suoi autori preferiti sono C.S. Lewis, J.R.R.Tolkien, Vladimir Nabokov, Stephen King e Philip Roth; ma è Edgar Allan Poe ad aver influenzato fondamentalmente la sua scrittura.

Titolo: I figli del caos
Fa parte di: La profezia del lupo (#2/?)
Autore: Marilù Monda
Tags: fantasy classico, elfi, elementi, prescelti
Editore e collana: Piemme Freeway
Pagine: 407
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €14,90 (eBook €6,99)
ISBN: 9788856624274
Formato:  cartonato con sovraccoperta
Valutazione: 1,0 

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RIASSUNTO – In una terra buia e fredda, funestata da neve e grandine, il Clan dell’Ombra ha prosperato. L’esercito del Male ha ingrossato le sue fila di Efferati e ha stretto accordi con feroci alleati. Ora il Senzanome è pronto a sfferrare l’attacco finale. Faloan, Aidan, Derry e Kyla, i quattro giovani indicati da un’antica profezia druidica per combattere il male, hanno trovato il guerriero dagli occhi verdi, la Ragazza Lupo Morgas, che li aiuterà nel loro compito. Devono ora proseguire il viaggio, esplorando il Regno dell’Acqua e quello del Fuoco, nemici da sempre. Qui incontreranno gelosie e invidie e saranno messi in pericolo da spie e assassini, ma troveranno anche nuovi alleati. Purtroppo pero’ su di loro incombe la visione di Morgas: qualcuno dovrà sacrificarsi…

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Letture di novembre

Bentornati a un nuovo appuntamento della rubrica che raccoglie il resoconto dei libri letti durante il mese. Oggi, naturalmente, tocca alle letture di novembre.

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> Il suono sacro di Arjiam – Daniela Lojarro (704 pp. – inviatomi dall’autrice) 

Credete che sia impossibile conciliare il fantasy con la musica? Se prima lo era, con Daniela Lojarro ora non lo è più. Ad Arjiam, infatti, non c’è nulla di più sacro del Suono che regola l’equilibrio del mondo, da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna, ed è questo il primo elemento che rende Il suono sacro di Arjiam un romanzo unico nel suo genere. Il background che sta alla base della storia, infatti, è uno dei più originali e anche raffinati che abbia mai letto e, in generale, il romanzo è un fantasy molto particolare che merita di essere letto per la sua originalità. Certo, con qualche intervento da parte di un esperto si sarebbero potute limare quelle parti un po’ troppo prolisse e aggiustare quel che non sta in piedi, ma senza scendere nei particolari trovo che sia un’opera d’esordio di quelle che non capitano tutti i giorni. Non ci penso due volte a consigliarvelo, se amate la musica e i pensieri filosofici e cercate un fantasy in cui si parli di questo.
(Recensione completa qui.)

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>Prescelto – Carola Onnis (270 pp. – Inviatomi dall’autrice in formato eBook)

Sono partita un po’ prevenuta a leggere questo libro. Forse è stato proprio il “prescelto” del titolo che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso: di predestinati nei libri fantasy ormai ne ho veramente piene le scatole. Proseguendo con la storia, purtroppo alcuni brutti cliché della fantasy si fanno sentire, e uno stile ancora poco maturo, a tratti addirittura ingenuo, non migliora le cose: troviamo molti dei difetti più tipici degli scrittori in erba, come gli infodump, gli errori di consecutio temporum, protagoniste Mary Sue e, in generale, la sensazione che chi scrive abbia bruciato le tappe troppo in fretta, arrivando alla pubblicazione quando ancora non era pronto.
A mio parere, dunque, si tratta di un fantasy dalle fondamenta buone, ma secondo me un po’ troppo precoce: se adeguatamente limato e magari lasciato a maturare nel cassetto per qualche anno, si sarebbe rivelato certamente migliore. Per questo faccio tanti auguri all’autrice, che comunque ha già dimostrato di sapersi migliorare, augurandole di affinare sempre di più la sua scrittura. Per stavolta, ahimè, è andata così, ma sono certa che la prossima andrà meglio.
(Recensione completa qui.)

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>La chiave del caos – Simona di Virgilio
(526 pp. – inviatomi dall’autrice) 

Ci sono dei momenti in cui penso che il fantasy italiano si trovi sul fondo di un burrone. Poi mi capita di incappare in libri come La chiave del caos e la speranza, magicamente, ritorna. Credo che Simona di Virgilio sia riuscita a costruire un romanzo più che buono, non eliminando in tronco tutti i cliché del genere ma usandoli in modo intelligente, riuscendo così a creare una storia forse non campionessa di originalità ma comunque assai meritevole. Gli elementi che più mi hanno colpito sono sicuramente i personaggi: mai scontati o superficiali, e soprattutto nient’affatto stereotipati.
Anche per quanto riguarda la trama le cose vanno bene: come ho già detto, la sua originalità non sta tanto nell’utilizzo di elementi nuovi al fantasy, quanto nel modo con cui questi apparenti cliché sono trattati. L’affascinante atmosfera dark in cui sono inseriti, infatti, si allontana di molto da quella eterea e mistica che si trova di solito, cosa che rende il libro profondamente diverso dai suoi colleghi fantasy.
Parlando, infine, dello stile, devo dire che esso rispecchia il carattere dei personaggi: ironico, brillante, spesso spiritoso, e nel complesso davvero notevole per una scrittrice esordiente. Quindi, i miei più sinceri complimenti. Spero solo che il seguito non tardi ad arrivare, perché le domande lasciate in sospeso non sono poche…
(Recensione completa qui.)

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> In ricordo di noi – Rossella Martielli
(154 pp. – inviatomi dall’autrice in formato eBook)
 

“In ricordo di noi” si svolge in un tempo piuttosto breve: tutto avviene nell’arco di poco più che una settimana. Ogni cosa, però, sembra ruotare attorno a un’unica data, il 23 febbraio, e soprattutto lo stesso numero 23: esso è il pensiero fisso che ha Alice ogni volta che si sveglia, è il giorno di cui parla una leggenda trovata in un libro, sono i minuti segnati dall’orologio, il canale in televisione, la pagina di diario su cui la protagonista scrive i suoi appunti…
Fin dall’inizio Alice, la protagonista, ci appare un personaggio inquieto, che fin troppo spesso deve avere a che fare con un costante senso di vuoto: incubi ricorrenti, pensieri nebulosi e ricordi confusi che hanno tutta l’aria di essere premonizioni caratterizzeranno tutta la settimana precedente al fatidico 23 febbraio. Compresi un paio di occhi profondi e magnetici, così belli che sembrano appartenere addirittura a un angelo.
“In ricordo di noi” è una storia sentimentale che può facilmente adattarsi ai gusti di molti palati, purché non troppo esigenti in quanto a originalità. Purtroppo l’autrice è caduta in molte trappole, probabilmente con la complicità dell’inesperienza, ma si tratta comunque di un libro che possiede del buono. Si sarebbe potuto fare di meglio, certo, ma tutto sommato il risultato non è male e la storia si è rivelata ad ogni modo interessante. Non sono troppo convinta delle tre stelline e mezza, ma ho deciso di lasciarle a mo’ di incoraggiamento… quindi tanti auguri, Rossella: la strada e lunga, ma continua così e ce la farai.
(Recensione completa qui.)

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> Apologia di Socrate – Platone (186 pp. – acquistato) 

Ho letto questo testo per la scuola, ma sono assai contenta di averlo fatto. In certi punti l’ho trovato un po’ macchinoso e di difficile comprensione, ma nel complesso mi è piaciuto davvero tanto. Bella soprattutto la frase “O cittadini, è giunta l’ora di andare, io a morire e voi invece a vivere, ma chi di noi vada a sorte migliore, nessuno lo sa, solo il dio.”

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> Buona fortuna – Roberto Alba
(21 pp. – inviatomi dall’autore in formato eBook
e scaricabile gratis dal suo sito)

Un racconto che si legge veramente in fretta, ma non per questo tirato via o scritto in modo poco curato, anzi: Roberto Alba scrive come se stesse dipingendo un quadro, che infatti è stato subito in grado di proiettarmi nel piccolo paese Sardo dove si svolge la vicenda. È incredibile come sia riuscito a caratterizzare così accuratamente i vari personaggi in sole 20 pagine. L’unica pecca è… finisce troppo presto! Non mi sarei mai stancata di leggerlo! Quindi sinceri complimenti, Roberto: non capitano spesso questi scrittori nascosti nell’ombra del loro blog che però sono così abili nel coinvolgere chi legge.

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Vedo che novembre è stato un buon mese: quasi tutte le valutazioni sono sopra le 4 stelle! 🙂

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Recensione: Prescelto

È arrivato il momento di una nuova recensione, sempre nell’ambito del progetto “Libri in cambio di recensioni”: oggi è il turno del romanzo della giovane Carola Onnis.

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Titolo: Prescelto
Fa parte di: la Trilogia dei Mondi (#1/3)
Autore
: Carola Onnis
Genere: fantasy classico, bidimensionale
Editore: La Riflessione
Collana: Fantasy
Pagine: 270
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788862116916
Prezzo: € 18,00
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per avermelo inviato.

Sul sito dell’editore, su aNobii, booktrailer su Youtube, acquista su Ciao.it

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Backy ha quindici anni e un grosso desiderio di evadere dalla sua vita reale. Sarah ha la stessa età ed è l’ereditaria al trono di Jurk o perlomeno crede di essere solo questo. Un compito ben più grande l’attende alle porte. Elfi, draghi, nani, gnomi, giganti incroceranno il loro cammino. Senza rendersene conto, Backy si ritrova catapultata nell’universo di Sarah dove tutto sembra ruotare intorno ad una Profezia misteriosa. Magia, avventure, guerre e amori attendono le due ragazze che ci insegneranno la potenza dell’amicizia, un legame che può germogliare anche fra due mondi diversi.

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Quello che sto per recensire è ad oggi il romanzo scritto da una delle autrici più giovani che mi siano mai capitate (considerando i mesi di nascita, forse addirittura la più giovane). Questo ha avuto peso durante la lettura? In effetti sì, ma non nel senso che sapere l’età dell’autrice (18 anni) abbia in un qualche modo condizionato in meglio o in peggio il mio giudizio finale sul libro. Mentre lo leggevo, infatti, specialmente nei capitoli iniziali l’impressione era sempre la stessa: quella che ci fosse qualcosa che non mi convinceva, qualcosa che mi spingeva a domandarmi “Perché bruciare le tappe a questo modo? Perché non aspettare almeno qualche anno in più, prima di buttarsi a pesce nel complesso mondo della pubblicazione?”.
Non avendo letto il primo libro dell’autrice (Prescelto è, infatti, la sua seconda pubblicazione: la prima s’intitola Angeli senza ali), non saprei dire se tra un’opera e l’altra sia migliorata. A dire il vero, immagino di sì, dato che tra l’inizio e la fine del romanzo ho notato una notevole differenza, ma dei difetti, sfortunatamente, restano.

Smettiamola però di parlare in astratto e passiamo ad analizzare quel che c’è concretamente dentro al nostro Prescelto.
Sarò sincera: sono partita un po’ prevenuta a leggere questo libro. Forse è stato proprio il “prescelto” del titolo che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso: di predestinati nei libri fantasy ormai ne ho veramente piene le scatole. Questo pregiudizio, per fortuna, è quasi del tutto sciamato col proseguire della vicenda, per il fatto che l’autrice è riuscita, a mio parere, a trattare questo stereotipo in un modo forse non innovativo ma perlomeno particolare. Ma procediamo con ordine, e diamo innanzitutto un’occhiata all’incipit:

Era una fredda giornata d’inverno e nell’aria si percepiva fin da subito quello che stava accadendo, che avrebbe portato solo morte e distruzione. Una ragazza correva per la Foresta Oscura, resa ancora più tetra dai rumori indistinti che si coglievano appena.  Una bufera di neve improvvisa ghiacciò l’aria, imbiancando tutta la vegetazione. La ragazza correva, correva e talvolta si voltava per guardarsi alle spalle. Doveva far presto. Non poteva farsi catturare. La sua missione era troppo importante. Nelle mani stringeva l’unico bene rimastole, l’oggetto più prezioso esistente in quel mondo: la Gemma Blu. Doveva portarla in un luogo sicuro, prima che riuscissero a catturarla.

Classico inizio stile “era una notte buia e tempestosa”. Forse fin troppo classico: il presagio di sventura che permea l’aria, la ragazza che scappa nella foresta oscura, l’oggetto prezioso da non far cadere nelle mani degli inseguitori… A me suona tanto di déjà vu, non trovate anche voi?
Proseguendo, le cose non migliorano:

La ragazza si chiamava Sarah e aveva appena compiuto quin­dici anni. Nel suo mondo questo significava che entrava a far parte della comunità a tutti gli effetti; prima, però, doveva sprigionare il potere contenuto nella Gemma. Lei, infatti, era la principessa di Jurk, la capitale del regno di Dial. Fin dalla creazione del suo mondo, la pietra era stata traman­data di generazione in generazione nella sua famiglia. Fondamentale era per ogni membro reale, che sarebbe diven­tato re o regina, saperla utilizzare. Questo avveniva al compi­mento del quindicesimo anno; ogni principe o principessa doveva imparare ad adoperare la Gemma Blu e a controllarne i poteri. L’equilibrio del mondo si basava su di essa; senza la pietra non ci poteva essere vita. Usata, però, per scopi malvagi,come aveva generato la vita, essa poteva anche toglierla. Sarah naturalmente non immaginava tutto questo; il suo unico pensiero era la salvezza.

Un secondo fa stavamo seguendo Sarah mentre correva nel bosco… e ora invece la narrazione si interrompe di colpo per lasciar spazio a una spiegazione. Capisco l’esigenza di dover costruire un background nel quale ambientare la storia, ma era proprio necessario adesso che eravamo in ansia per la povera Sarah? L’infodump sulla pietra, poi, non migliora certo le cose. Se si trattasse dei pensieri della giovane, potrebbe ancora andare bene, ma il fatto che alla fine venga specificato che la ragazza non ha idea di quanto ci abbia appena detto il narratore puzza tremendamente di raccontato. E non è finita qui.

Tutto era accaduto quella mattina. Si stava preparando nelle sue stanze con ansia e felicità per il suo compleanno. […] Si mise il suo abito più bello: rosso rubino con volanti di seta. Ecco, era pronta.

Come vedete, nel giro di poche righe c’è un fastidioso salto di consecutio temporum: il narratore passa dal trapassato prossimo, che indica un tempo anteriore rispetto all’incipit, al passato remoto, che invece è contemporaneo. E di errori di questo genere ne ho evidenziati parecchi nel corso della storia.

Nel secondo capitolo, invece, troviamo un altro difetto non da poco:

Rebecca […] frequentava il secondo anno di liceo, chi la conosceva a scuola avrebbe potuto definirla molto timida e introversa, una vera e propria ragazza solitaria; infatti, non riusciva mai a parlare con i suoi coetanei guardandoli negli occhi, era tremendamente impacciata e arrossiva facilmente.
Fuori della scuola si tramutava in un’altra ragazza: simpatica e divertente.[…] Amava leggere, anzi divorare libri; il suo genere letterario preferito era il fantasy, e adorava misteri, leggende e tesori nascosti! […] La sua vita non era poi tanto male, insomma, un solo picco­lo problema: la scuola. Al liceo era considerata strana, perché non faceva di tutto per entrare in un gruppo o farsi notare. Lei era sempre se stessa. Una caratteristica molto importante per tutti noi… Bisogna essere sempre se stessi… Già, a parole tutti siamo d’accordo e sembra la cosa più ovvia e banale del mondo, ma nella realtà sono poche le persone che ci riescono veramente. Una di queste era Rebecca, anche se i suoi compa­gni certo non lo riconoscevano e soprattutto non la apprezza­vano per quello che era. Per accettarla avrebbe dovuto vestir­si come loro, utilizzare il loro linguaggio, agire sempre come loro, insomma, imitarli e diventare una loro copia, quando semplicemente l’avrebbero potuta accettare per quello che era e apprezzare i suoi pregi.
Rebecca, però, non ci pensava, si buttava dietro le spalle tutti questi cattivi pensieri e piuttosto che diventare una copia di qualcun altro preferiva restare sempre uguale anche se questo voleva dire rinunciare alla compagnia dei suoi coetanei, lei adorava la solitudine. Stando sola, poteva dedicarsi al suo passatempo preferito: la lettura appunto.

Perdonate la citazione piuttosto lunga, ma a mio parere significativa. Per presentarci la sua protagonista, l’autrice non ce la mostra durante la sua vita, facendoci vedere il suo rapporto conflittuale con i coetanei e il suo carattere, bensì spende una pagina abbondante per raccontarcela. Il problema è che questa lunga descrizione ha avuto su di me i seguenti effetti:

• Noia, prima di tutto. Una volta lessi in un manuale di scrittura che il segreto di una descrizione vincente è quello di non far capire al lettore che si tratta di una descrizione: l’abilità del narratore dovrebbe essere scivolare da una scena di azione a una descrittiva senza che chi legge se ne accorga. In questo caso, invece, lo stacco è fin troppo differenziato: non so voi, ma quando mi rendo conto che mi trovo davanti a un intero paragrafo di descrizioni, il primo impulso è di saltarlo a piedi pari. Se invece mi costringo a leggerlo, la noia purtroppo è assicurata.

Se l’intento della scrittrice era creare un’ondata di empatia e di affinità nei confronti di Rebecca, non mi pare proprio che ci sia riuscita. Anzi, forse nel mio caso è accaduto addirittura il contrario: sebbene Backy mi assomigli molto sotto alcuni aspetti, ho trovato alquanto irritante questo suo atteggiamento da santarellina. Insomma, credo che un po’ tutti noi abbiamo passato un periodo, verso i 13-14 anni, in cui ci sentivamo dei pesci fuor d’acqua e in cui il diverbio “essere se stessi/seguire gli amici” era all’ordine del giorno. Ostentarlo a tutto il mondo, però, a mio parere è un comportamento che fa apparire più che altro infantili: io stessa ho imparato che, a volte, quando sembra che sia il mondo a voltarci le spalle, in realtà noi siamo i primi a voltarle al mondo. Ecco perché non mi è parsa una buona mossa presentare un personaggio – specialmente una ragazza, che spesso è a un passo dal diventare una brutta Mary Sue – facendolo apparire come il classico “io sono er mejo: è il mondo che non mi capisce”. Ai miei occhi, perlomeno, Rebecca all’inizio è apparsa in questo modo. Che poi nel corso della storia la mia stima per lei sia un pelo salita è un altro discorso.

• Il narratore che si permette di fare la morale (segnato in blu), poi, l’ho trovato veramente fastidioso.


Per quanto riguarda le due protagoniste, dunque, le cose non vanno nel migliore dei modi: sia Sarah che Rebecca sono piuttosto stereotipate, e certi loro atteggiamenti mi hanno fatto seriamente pensare a una self-inserction dell’autrice. Entrambe, soprattutto Rebecca, appaiono due ragazze troppo perfette per essere realistiche. Questa sensazione, ripeto, col progredire della vicenda si attenua un pochino, ma inizialmente la cosa è davvero irritante.
I loro colleghi maschi, Raymond e Caleb, sono un po’ meglio, ma anche per questi ultimi due la sensazione di trovarmi davanti due personaggi caratterizzati solo superficialmente non se n’è andata per tutta la storia.
Nel caso di Prescelto, nemmeno con i cattivi le cose migliorano: l’antagonista che troviamo è uno di quelli davvero diabolici… peccato che in certe scene il tentativo di farlo apparire spietato in realtà l’abbia reso poco meno che patetico.

Parlando di altro, purtroppo i problemi non sono finiti. Per esempio, a pagina 65:

Diedero il via, così, agli allenamenti. Olaf per prima cosa istruì la ragazza con alcune nozioni di scherma. La ragazza si rivelò molto abile nell’uso della spada. Passarono poi alle tecniche di autodifesa e anche a qualche tat­tica d’attacco. Arrivò, finalmente, il momento tanto atteso per Sarah: l’utilizzo della magia!

Una scena importante come l’allenamento di Sarah si risolve in poche righe, come al solito raccontate.
Inoltre, nel corso della storia troviamo:

a) sempre le solite creature tipiche del fantasy, tra cui elfi, nani, draghi…;
b) più precisamente, qui i nani sanno l’inglese (?), e abbiamo persino un draghetto viola che di nome fa Spyro (altro déjà vu?);
c) lo stregone che incontriamo, come se non bastasse, si chiama Norton (l’antivirus?).

Il draghetto Spyro...

Come potete vedere, dunque, purtroppo i difetti (o perlomeno le scelte, diciamo, poco felici) non sono pochi. Anche riguardo all’aspetto “estetico” del libro avrei qualcosa da ridire: i refusi sono numerosi e spesso l’impaginazione lascia a desiderare, per esempio per il fatto che non ci siano differenze di stile tra la storia vera e propria, i sogni che fanno i personaggi o i passi che leggono dai libri… il che mi ha provocato non poca confusione.

Ciononostante, Prescelto si è meritato comunque un discreto due e mezzo, oserei dire per due motivi principali:

 • Come ho già scritto, a mano a mano che la storia va avanti si percepisce che lo stile dell’autrice è migliorato: quello che leggiamo a pagina 10 non è lo stesso di pagina 250. Questo pertanto è un buon punto a favore.
– 
• Sebbene alcuni brutti cliché non manchino, penso che alcune idee particolari possano bilanciare i lati negativi. Per esempio, mi è piaciuto molto come è stato descritto lo scambio tra sogno e realtà: queste due condizioni si intrecciano e si scambiano di continuo, creando un effetto a mio parere molto riuscito.
– 
Prima di concludere, però, permettetemi una piccola menzione alla scena che più mi ha divertito in tutto il libro, durante la quale sono letteralmente morta dalle risate: mentre Rebecca è sottoterra, cercando un fantomatico tesoro insieme ai due bambini ai quali fa da baby sitter, il suo telefono suona. Si tratta nientemeno della solita pubblicità di offerte sull’ADSL, e lo scambio di battute che si verifica tra la povera Rebecca, intrappolata in una grotta che sta cadendo a pezzi, e la signora all’altro capo del telefono è veramente spassosa.
– 
Detto questo… il succo della recensione? A mio parere, si tratta di un fantasy dalle fondamenta buone, ma secondo me un po’ troppo precoce: se adeguatamente limato e magari lasciato a maturare nel cassetto per qualche anno, si sarebbe rivelato certamente migliore. Per questo faccio tanti auguri all’autrice, che comunque ha già dimostrato di sapersi migliorare, augurandole di affinare sempre di più la sua scrittura. Per stavolta, ahimè, è andata così, ma sono certa che la prossima andrà meglio.
– 
*     *     *

Il cellulare prese a squillare all’improvviso facendola spaventare a morte.
– P… Pronto?-
La ragazza pensava fossero Erica e Pietro, ma il numero era sconosciuto.
–  Salve, sono Mara, chiamo per informarla che in questo perio­do sono attive nuove offerte da parte della nostra compagnia telefonica di cui lei può usufruire. –
–  Guardi, in questo momento sarei un po’ occupata. – disse Rebecca, tenendo con una mano il cellulare e con l’altra la cassa che si accingeva a trascinare verso l’uscita.
–  Non si preoccupi, le ruberò poco tempo, dicevo. È interes­sata a qualche proposta? Abbiamo nuove tariffe riguardo a internet. È lei che si occupa della gestione del telefono di casa? Perché posso proporle un’offerta davvero vantaggiosa… –
–  No, non me ne occupo io! Ho quindici anni, non sono mag­giorenne e non posso fare contratti con lei. –
–  Non ha ancora sentito la parte migliore. ADSL illimitata più. –
–  Ascolti, non ho tempo da perdere! Mi trovo sottoterra in una grotta che sta cadendo a pezzi, ho difficoltà a trovare l’uscita e lei mi parla di offerte sensazionali? Ah, per la cronaca, nel mio paese non c’è l’ADSL! Adesso mi scusi, ma devo chiude­re.  –
–  Ok, ho capito. Se non voleva parlare con me bastava dirlo, non c’è mica bisogno di inventarsi storie assurde.  –
La povera Mara non fece in tempo a finire che Rebecca le chiu­se il telefono in faccia. La sera, a cena con le amiche, si sareb­be lamentata di quanto siano maleducati i giovani d’oggi e soprattutto bugiardi! 

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