Masterpiece

È già da qualche mese che si sente parlare di questo fantomatico Masterpiece, e visto che la scadenza per partecipare non è ancora arrivata ho deciso di parlarne anch’io qui su Pensieri d’inchiostro.

Come, che diavolo è Masterpiece?

Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di un programma televisivo che andrà in onda il prossimo novembre su Rai 3: i vari concorrenti si sfideranno (non ho ancora ben chiari i dettagli di questa sfida, ma devo dire che mi ispira parecchio) e gareggeranno tra loro finché non rimarrà un solo vincitore, che avrà la possibilità di pubblicare il suo romanzo inedito nientemeno che con la casa editrice Bompiani.
Come avverrà la selezione degli elaborati? Chi desidera partecipare deve inviare il file del libro e il suo curriculum tramite il form che si trova sul sito ufficiale, oltre che a rispondere ad alcune domande riguardanti i propri interessi e attitudini, dopodiché coloro che supereranno la scrematura iniziale dovranno rispondere a un’e-mail che verrà loro inviata, e naturalmente sperare nella fortuna.

Io personalmente sono rimasta perplessa, dopo aver sentito di un programma del genere: mi sembra difficile far gareggiare degli aspiranti scrittori in modo che lo scritto vincitore sia effettivamente degno di essere pubblicato… però sono molto curiosa di sapere come verrà gestito questo insolito talent show, anche perché non sono una fan di questo genere di spettacolo (soprattutto se di provenienza italiana). Chissà, però, che non ne venga fuori qualcosa di interessante?

Per saperlo dovremo aspettare novembre. Siete anche voi incuriositi come me da questa novità televisiva? Se sì, ditemi cosa ne pensate! 🙂

PS: qualcuno mi ha già chiesto se non fossi per caso intenzionata a partecipare anch’io, dato che ormai pure pulsanti del blog sanno che adoro alla follia scrivere e che ho in cantiere diversi ipotetici romanzi che mi piacerebbe, un giorno, pubblicare… ma la risposta è no sostanzialmente per due motivi: in primis, al momento non ho niente di concluso che reputi di un livello accettabile, e in secundis, volevo appunto aspettare di vedere come è strutturato questo nuovo show. In una prossima edizione, se Masterpiece dovesse avere successo, però, magari potreste riuscire a vedermi in televisione… *-*
Vabbé, intanto torno a scrivere che è meglio, o rischio che prima di avere pronto qualcosa di decente mi caschino tutti i denti…

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[Recensione] Forze ancestrali

Non devo pensare alla scuola, non devo pensare alla scuola… Dite che ce la posso fare, se mi occupo di una nuova recensione del progetto? 🙂

Titolo: Forze Ancestrali
Autore: Andrea Zanotti
Genere: fantasy
Editore: Youcanprint (autopubblicato)
Collana: Narrativa
Pagine: 428
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: €16,50 (eBook gratis)
ISBN: 9788866186236
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autore per avermi inviato il libro in formato eBook.

     

RIASSUNTO – Titani, Domatori di Demoni, Antichi, Giganti ed Ecatonchiri, vengono così strappati dalle consunte pagine dei Tomi delle Leggende per tornare a camminare fra gli uomini, con esiti imprevedibili.
Solo il tempo potrà emettere una sentenza capace di valutare l’operato degli uomini che a queste forze tenteranno di contrapporsi o, come è insito nella natura umana, di indirizzarle a proprio vantaggio. Solo il tempo sarà capace di discernere fra paladini e antieroi, poiché in questo scorcio di era turbolenta, la giustizia, come la malvagità, tendono irrimediabilmente a confondersi in un coacervo di caos.

L’AUTORE – Andrea Zanotti è nato a Bolzano nel 1977 e si è laureato nel 2002 in economia e commercio presso l’università di Trento. Forze Ancestrali è il primo volume di una trilogia fantasy che con cui ha dato il via al progetto “Infiniti mondi”, un non luogo che fornirà l’habitat ideale per scrittori indipendenti e lettori attenti, desiderosi di liberarsi del paraocchi imposto loro dalle case editrici dominanti e dagli editori a pagamento.

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Recensione: Il senso dell’acqua

Titolo: Il senso dell’acqua
Autore: Cristina Fabbrini
Genere: narrativa, storia
Editore: I libri di Emil
Collana: Composizioni
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: €16,00
ISBN: 9788896026878
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per spedito il libro in formato eBook.

     

RIASSUNTO – Una storia vera, che ha del romantico, dell’incredibile, del sensato e dell’assurdo. Due storie d’amore diverse e avvincenti, che si snodano e si intrecciano su due vite parallele: una è quella attuale, l’altra vissuta più di duecento anni fa.
Ma da che cosa ha origine tutto quanto? Da alcuni fenomeni strani che si verificano, di solito, all’alba: sono solo sogni? L’ipotesi non è credibile in quanto compaiono anche odori e sensazione di ricordi… Poi, una sera, davanti alla TV, il volto di un attore sconosciuto scatena l’apocalisse. E la giostra comincia a girare…
Nel caos della situazione compare poi, quasi per caso (o per predeterminazione?) Marco Serravalle, che tiene corsi di “Cristalloterapia delle vite passate”. 
Il corso, i primi trattamenti, molti dubbi, poche certezze: ecco che cominciano a emergere i ricordi di una vita passata che si ricollegano e combaciano alla perfezione sia con i fenomeni delle mattine che con l’immagine dell’attore.
È a questo punto il libro prende due vie: quella della vita attuale e quella della vita passata. Le storie si sviluppano e si intrecciano, fino a…

L’AUTRICE  Cristina Fabbrini è nata a Bergamo nel 1970. Ha lavorato per alcuni anni come giornalista sportiva per alcune testate locali, prima di dedicarsi allo studio delle Rune e all’esoterismo. Assetata di sapere e innamorata di Pietre e Cristalli, nel 2004 frequenta il corso di Marco Serravalle, “Cristalloterapia delle Vite Passate”, che le rivela una visione del tutto nuova riguardo all’utilizzo delle Pietre. È la fine di un’esistenza fatta di ricerca e inquietudine, e l’inizio di una nuova realtà, nella quale comincia a trovare le prime risposte. È iscritta all’Università degli Studi di Milano, alla facoltà di Lettere Moderne.

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Il meglio di Yahoo Answers III

Benvenuti a un nuovo episodio della serie che racchiude le domande più assurdamente incredibili di Yahoo! Answers. Questa terza puntata è dedicata a quella che è forse la domanda più comune che si trova in Libri ed Autori (a parte forse “Mi fate il riassunto di [inserire titolo di un libro a vostra scelta]?” e “Chi è il più bello tra Harry Potter e Twilight?”), ovvero…

Voglio fare lo skrittore!!!!!11!!!1! Chi è che mi skrive 1 libro???

Partiamo alla grande con una perla di rara bellezza:

Vorrei scrivere un libro, perchè sono bravissima a scrivere, ma ormai ho poche idee…?
avete qualche idea sul genre di libro che potrei scrivere??? Grazie in anticipo

Sorvolando sulla modestia dimostrata, mi pare ovvio che a furia di scrivere libri la fantasia si consuma…

Intendo per quel “sono bravissima a scrivere” xchè me lo dicono tutti, ho già pubblicato due libri, ma sto cercando altra ispirazione xhè non ho più idee in testa sul genere di libro che potrei scrivere.

Be’, tesoro, se te lo dicono tutti, allora stai a posto! ^^

Proseguiamo con un’altra meraviglia che il prode Çяιѕтιαиσ Ŗσиαℓ∂σ 9 Ŗєαℓ Mα∂яι∂ (!) ha ideato per noi:

Domanda a tutti gli utenti di Yahoo!!!?
vorrei scrivere un libro ma prima vorrei cercare nelle persone cosa vogliono che parli un libro.

Un intento lodevole, davvero… ma potresti spiegarmi cosa caspita significa “parlare un libro”? O.o

non siate timidi esprimetevi e raccontatemi tutte le storie che vi vengono a mente.10 punti a ki mi da la storia più interessante e bella.
PS: per favore, ho letto molti libri ,e non copiate l’idea da un altro libro.

Mi sembra giusto: voi non potete copiare, ma io sì che posso copiare da voi!

Nargini la Cena fa addirittura di meglio:

VORREI SCRIVERE UN LIBRO MA HO POCHE IDEE!!!!CHI MI AIUTA???!!!!1O PUNTI IMMEDIATAMENTE!!!!!!!?
Allora,io sono molto brava a scrivere e vorrei scrivere un libro ma non so su che argomento,ho un idea tipo come la saga di twilight però non uguale,però sempre di vampiri,oppure??Potete prendere idee anche da altri libri o anche film se volete ma poi non troppo complicati da scrivere,che argomento faccio???Paragonatevi a qualcosa o fate tutto voi,accetto qualunque idea grazie!!

Vai tranquilla, e scrivi il nuovo clone di Tualet! Vedrai che farai un successo stratosferico!

Qui, invece, troviamo un aspirante scrittore che sembra fare sul serio:

Qualcuno può darmi degli spunti per scrivere un libro fantasy e quindi consigliarmi per formare una trama?
ancora non ho pensato ad un personaggio in particolare, luoghi per ospitare gli avvenimenti, amici o nemici con i quali il protagonista deve interagire o altro…
l’unico obiettivo che per ora mi sono posto è quello di creare non un solito libro fantasy a ricalco del vecchio signore degli anelli, eragon, narnia e via dicendo, desidero invece crearne uno che lasci tutti a bocca aperta, un libro fantasy di come non se ne sono mai letti, un qualcosa di originale a cui nessuno è mai stato abituato. Un libro che, come elementi generali, rimanga abbastanza fedele alle vecchie produzioni, ma che nei particolari tocchi nuove corde che possano stupire tutti, magari qualcosa che i giovani di oggi, annoiati nel leggere libri perchè preferiscono la tv o internet, possano apprezzare, nella migliore delle ipotesi anche recuperare tutti i giovani lettori che, al passo coi tempi, dimenticano libri in scaffali polverosi per comunicare con gli amici tutto il giorno con sms e email. cosa mi consigliate?

Già qui siamo partiti meglio del solito. Peccato che poi, leggendo i dettagli aggiuntivi…

ieri, dopo aver letto le vostre opinioni, mi sono concentrato tutto il giorno per formare una trama avvincente, e navigando in internet, ho digitato la parola viaggio, come risultato è venuto viaggio della mente, a questo punto tutto è diventato più chiaro, e la storia ha preso forma dentro la mia mente: il protagonista sono io, ma con un altro nome e con un fatto inventato, non accaduto realmente. mentre conduco tranquillamente una vita normale, ad un certo punto, inspiegabilmente, vengo catapultato in un luogo che non conosco. all’inizio non comprendo cosa stia succedendo, ma cominciando ad esplorare tutto quello che mi circonda scopro che sto viaggiando nel tempo e nello spazio. il motivo per cui nessun altro è in grado di fare questa cosa è che io sono il prescelto per sconfiggere un entità malvagia stanziata al centro dell’universo spazio-temporale. assieme ad un gruppo di compagni, che aumenta ogni volta che finisco in un pianeta nuovo e viaggio nel tempo.
alla fine scoprirò il modo per annientare l’entità malvagia e ci riuscirò. quando questo accadrà vedrò una luce bianca, come quando il viaggio è cominciato, e mi ritrovo disteso su un letto di ospedale, dopo un mese. per trenta giorni ero rimasto in coma a causa di una macchina che mentre attraversavo una strada mi investe. in realtà il viaggio che avevo fatto era solo mentale, mentre ero in coma, e il male che dovevo sconfiggere solo io era lo stesso coma. dopo essere guarito e tornato a casa, la mia vita non sarà però più la stessa: tutti gli esseri che avevo conosciuto nel viaggio li rivedrò per sempre per le strade, ma quando vado da loro per chiedere se si ricordano chi sono, loro rispondono di non avermi mai conosciuto.
non è proprio un libro fantasy come se ne vedono in giro, è piuttosto originale, e per questo devo gestirlo al meglio. comunque questa non è la trama definitiva, potrebbe cambiare in qualche aspetto, ma in linea generale sarà così…che ne pensate? consigliatemi

L’ultima parte, se proprio vuoi saperlo, non è malaccio, ma mi sa che definirla originale sia un po’ troppo azzardato, sai com’è… ^^

La prossima star della nostra trasmissione è erik Brettone, un altro aspirante scrittore in crisi:

Come iniziare a scrivere un libro?
ciao voglio scrivere un libro di 150 pagine, il libro parla del gioco resident evil. come iniziare, devo mettere anche delle immagini nel libro, la fine come deve essere, quando ho finito come faccio ad pubblicarlo.20 puunti

Ehi, tesoro, datti una calmata! Non stai forse correndo un pochino troppo?

Ded Ded, invece, dà l’impressione di essere tutt’altro che in crisi, anzi: lui punta in alto, e non ha certo la pazienza di aspettare!

Vorrei pubblicare un libro fantasi entra un po’ di informazioni so che siete mitici?
carissimi ho deciso di pubblicare un libro fantasy vorrei delle informazioni su degli editori.
Gli editori quanto si pagano? In base a che cosa?
Se io pubblico un libro comeposso far fare il film di questo libro? Posso recitare una parte del film?
ditemi gli editori più famosi.
10 pt al migliore!!!!!

Ok, va bene essere ottimisti, ma mi sa che così tu stia puntando un po’ troppo in alto…

E ancora, questa volta da parte di un Unicamente genuino messere:

Mi potete suggerire una trama per un romanzo giallo?
Vorrei iniziare a scrivere un romanzo giallo con molti elementi psicologici.Potete suggerirmi qualche buona idea per una trama?

È ovvio che prima si decide di scrivere un libro e poi ci si spreme il cervello per decidere cosa scriverci… Elementare, Watson, no?

Ga Ga ci delizia con i suoi mirabili intenti di futuro scrittore:

ciao a tutti ragazzi.
io da quando avevo 8 anni scrivo poesie, racconti e poemi( per la maggior parte filosofici) e ora voglio scrivere un libro

Oh mon dieu, sarà stato sicuramente un baby prodigio! Mi inchino di fronte a cotanta magnificenza!

forse vi sembrerà un po troppo ambizioso questo, cioè che uno dei miei 2 obbiettivi nella vita è superare il mondo di harry potter. io sono un fanatico di harry potter e voglio cancellarlo dalle menti delle persone e sostituirlo con il mondo magico, il protagonista si chiama james meres, che ne dite del nome? (meres è l’anagramma di ermes)

Ho paura che dovrai impegnarti molto più di così…

comunque a parte questo vi volevo chiedere una cosa: io ho appena finito di leggere l’ultimo libro di harry potter e ogni volta muoio dalla frustrazione per il fatto che la rowling riesce a scrivere un fattarello schifoso in 50 pagine!

Non hai mai pensato che, se ha utilizzato davvero 50 pagine, evidentemente non è poi un fatterello così schifoso? No, vero?

io sono a pagina 30 e sono già al risveglio dell’antagonista. vi voglio chiedere come diamine di fa a scrivere un fattarello stupido e con poco significato in 50 pagine, io ci metto l’anima, descrio tutto ciò che mi viene in mente, tutto ciò che appare agli occhi dei protagonisti etc… ma in 30 pagine ho scritto addirittura 6 scene abbastanza lunghe

Cinque pagine per scena? ‘Mazza!

utilizzando la scrittura grande(su microsoft office 2007),io il libro lo voglio are almeno più di 200 pagine, almeno! perfavore datemi una mano, mi rosica il culetto di brutto. come faccio a riempire le pagineee???

Be’, continua a scrivere col corpo 72 e vedrai che le pagine le riempi! ^^

Tra i dettagli aggiuntivi della suddetta domanda troviamo altre perle di saggezza:

io odio mettermi in mostra, odio essere al centro dell’attenzione ma ho l’estremo bisogno di essere la “creatura” più grande di questo universo, non per successo e gloria ma per una questione MORALE

Occhei…

non credo che la grammatica centri qualcosa con lo scrivere un libro:

L’importante è crederci, no? ^^

anche se faccio qualche errore di gramatica, nella mia famiglia ho più di 10 persone che insegnano italiano e non è un problema che mi pongo

Complimenti, allora! Non è da tutti essere circondato da professori d’italiano e non beccare una doppia!

e un altra cosa, hai detto che è inutile cercare disperatamente di allungare le pagine se poi alla fine è una schifezzina sono d’accordo con te, il mio libro ha una trama complesissimo, con metaforse e messaggi subliminali filosofici ed esoterici

Pauuura! O.O Credo di averti proprio sottovalutato, sai?

E infine, un piccolo gioiellino:

Ciao a tutti:) ho finalmente cominciato a scrivere il mi libro!?
E direi che sta uscendo bene ^.^ non è una domanda, volevo solo farlo sapere alle persone che mi hanno spinto ad iniziare :’D grazie <3

Sono contenta per te. Per il resto… mi spiegheresti cosa ce ne frega?

 

Per oggi abbiamo finito, gente! Arrivederci alla prossima puntata!

 

> Il meglio di Yahoo Aswers I, II

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Scrittori si nasce o si diventa?

Si tratta di una domanda da un milione di dollari, su cui tutti continuano a sbattere la testa sopra da anni senza mai riuscire a trovare una risposta abbastanza soddisfacente: scrittori si nasce o scrittori si diventa? Esiste un gene particolare o comunque un qualcosa che renda fin dalla nascita destinati a diventare autori e a pubblicare libri?

Non è facile trovare una soluzione sempre valida a questo quesito, anche perché ho notato un fatto piuttosto bizzarro: chi è riuscito a pubblicare, chi si può ormai definire a tutti i diritti “scrittore”, sostiene di essere nato tale; viceversa, chi invece è ancora in fase di scrittura sostiene il contrario, cioè che scrittori si diventa. L’autrice Chiara Strazzulla, per esempio, dichiara in una presentazione del suo libro Gli eroi del crepuscolo che «scviveve non è una cosa che s’impava, è una cosa che ti viene: è come uno stavnuto, è come una visata, ti esce, pevché è lì; devi pigliave una penna e scviveve.»
Essendo io un’appartenente alla seconda categoria – quelli che non hanno pubblicato e che quindi “scrittori si diventa” –, il mio come al solito è un giudizio di parte, e non neutrale come dovrebbe essere; ma dopo avervi riflettuto a lungo penso di essere arrivata a una risposta che possa essere accettabile. Ovviamente, come al solito si tratta di un “secondo me”, che può essere condiviso o meno, ma spero comunque che vi troviate d’accordo con me.

Scrittori, dunque, si nasce o si diventa?
La teoria che ho elaborato (sto iniziando a parlare come uno scienziato che sta illustrando le sue sensazionali scoperte ai colleghi… aiuto, fermatemi!) non si sbilancia né da una parte né dall’altra, ma rimane più o meno stabile nel mezzo.
Mi spiego. Credo sia inutile negare che, tra i tanti scrittori che si trovano in libreria, alcuni di essi possiedano una marcia in più, un qualcosa, appunto, che ce li fa amare particolarmente. Una cosa del genere, per esempio, mi è capitata quando ho scoperto per caso Hyperversum di Cecilia Randall: mentre lo leggevo, provavo la sensazione che per la Randall scrivere fosse la cosa più naturale del mondo, proprio come uno starnuto o una risata. Lei riusciva a dare vita ai suoi personaggi facendoli sentire vivi e facendo sentire me come se stessi camminando, parlando o combattendo al loro fianco. Oppure, mi è successa la stessa cosa mentre leggevo Wingsworld, romanzo del giovane Francesco Ruccella, che nonostante fosse scritto da far venire le lacrime agli occhi mi dava l’impressione che l’autore possedesse una bravura innata nel narrare storie – sebbene, ripeto, per quanto riguarda lo stile quel libro fosse totalmente da buttare.
Questo qualcosa, signori miei, è il talento: la capacità di far emozionare, di “catturare” chi legge all’interno della storia, che magari possiede uno scrittore alle primissime armi con la licenza elementare che non sa nemmeno cosa siano le regole di grammatica, mentre chi ha passato la vita a studiare la lingua e la letteratura non riesce a raggiungere nemmeno con anni di esercizio. È questo il talento nello scrivere, ed è questo che rende certi testi più gradevoli di altri, e credo che sia anche questo che spinge certi autori a cominciare a scrivere già in giovane età, per poi continuare anche da adulti.
Il talento, purtroppo, non è una cosa che si può comprare o acquistare nel tempo: con il talento ci si nasce o non ci si nasce, e se lo si possiede bisogna solo ringraziare Dio o i vostri genitori (dipende se ci credete o no =] ) per avercelo regalato.

Ma a questo punto siamo arrivati a porci una domanda ancora più difficile: nascere con più o meno talento per la scrittura vuol dire nascere scrittori? Ed è qui che cominciano i guai, perché molti tendono a fare una grandissima confusione quando si parla di questo.
Dico subito come la penso, dunque: no, assolutamente no. Secondo me, non è affatto vero che il talento con cui si nasce basti da solo a rendere scrittore un “comune mortale”.
Come mai dico questo? Be’, per il semplice fatto che il talento nudo è crudo non insegna a scrivere: per chi ha talento sarà più facile, ma le regole necessarie per scrivere bene (abbastanza bene per essere considerati scrittori bravini) non le può insegnare nemmeno tutto il talento del mondo.
Vediamo un esempio sulla nostra cara Elisa Rosso: lei ha talento per la scrittura? Un pizzichino diciamo pure di sì, perché nonostante il suo libro sia un fallimento sotto tutti gli aspetti, nessuna 12enne priva di talento innato un bel giorno si metterebbe a scrivere un romanzo di punto in bianco, e in ogni caso il suo stile fin troppo semplice e diretto ha saputo farsi amare dalla quasi totalità della componente under 18 dei suoi lettori. Se fosse vero, però, che il talento per lo scrivere rendesse automaticamente scrittori, la sua innata predisposizione per la scrittura le avrebbe evitato anche tutti gli errori grossolani che ha commesso durante la stesura del Libro del Destino. Cosa che – basta leggere una pagina a caso del libro per accorgersene – non è successa.
Io stessa ho iniziato a scrivere a 13, ma, talento o no, per me imparare a scrivere non è stata affatto una cosa istintiva. Scrivere mi è venuto naturale fin dal primo momento, ma se adesso rileggo le mie prime storie mi viene seriamente da prendermi a sberle. E questo non perché fossero scritte male, ma perché erano zeppe di ingenuità mostruose e di tanti altri difetti.

Il problema del talento, infatti, è proprio questo: ti rende più facili le cose, ti dà una marcia in più, ma non ti insegna in automatico tutto ciò che c’è da sapere per scrivere bene. Nascere con talento, ahimè, non vuol dire “nascere imparato”, ed è questo che gran parte degli scrittori che si credono a posto solo perché “loro c’hanno il talento” proprio non vuole mettersi in testa.
Il talento insegna la grammatica? Insegna che mostrare una scena mentre si scrive è sempre meglio che limitarsi a raccontarla? Insegna a caratterizzare a dovere i personaggi di una storia? Insegna a usare uno stile diretto e mai pesante? Pare proprio di no, leggendo i libri di certi sedicenti esperti di talento, che avranno pure facilità nello scrivere, ma che poi scrivono lo stesso come marmocchi delle elementari (senza offesa per questi ultimi, ovviamente).

Un altro esempio che calza a pennello, essendo io tra le tante cose amante della musica classica, viene pensando a Mozart: credo che nessuno possa negare che un bambino di soli tre anni seduto alla tastiera abbia talento per la musica… eppure, i brani composti da bambino fanno sognare quanto quelli creati da adulto?
Ascoltate, per esempio questo minuetto composto a 5 anni (seppur con delle figurazioni davvero carine, puor moi) e una delle mie musiche preferite, la Marcia Turca, creata a più di 20.

Non notate una leggerissima differenza?
Se anche non foste esperti di musica classica, vi assicuro che non c’è nemmeno paragone tra le prime composizioni e le ultime. E perché succede questo? Semplice: un musicista di tre anni, così come uno scrittore di dieci, non può avere per forza di cose la stessa conoscenza di uno di venti o di trenta. Continuando a suonare, o a scrivere, per anni, si acquisiscono abilità che prima non si possedevano, si diventa più maturi, si acquista esperienza.
Oltre all’esperienza, naturalmente, servono delle regole, che deve insegnare qualcun altro, visto che il talento da solo non è in grado. Ed è questo che giustifica i corsi e i manuali di scrittura creativa: insegnano dei metodi di scrittura, suggeriscono tecniche e forniscono esempi, senza i quali non si può scrivere bene.

Tornando alla domanda che dà il titolo a questo articolo, dunque, scrittori non si nasce: si può nascere, come ho già detto, con più o meno talento, ma nascere con talento non vuol dire nascere scrittori; possedere doti innate non è condizione sufficiente per essere già buoni narratori. Una buona dose di talento può sempre essere d’aiuto, perché rende le cose più facili, ma un talento non coltivato con esperienza e con tecnica è un talento sprecato.

Per concludere, scrittori si può nascere? Sì, ma non nel senso che a volte ci ritroviamo con dei novelli Manzoni ancora nella culla, venuti al mondo già con la penna in mano: alcuni nascono con abilità innate, ma è sbagliato, solo perché si possiede talento, sentirsi già così bravi da non aver bisogno né di regole né di esperienza.
Quindi, tranquillizzatevi, cari scrittori ancora non pubblicati: c’è speranza anche per chi non ha particolari talenti, perché per fortuna le regole esistono per tutti, e non sono per quelli che “nascono” bravi. 😉

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