In my mailbox #4 – Acquisti libreschi

Benvenuti a un nuovo appuntamento della rubrica che raccoglie i libri che durante la settimana si sono aggiunti alla mia libreria. A dire la verità, questa quarta puntata è un appuntamento bisettimanale: un po’ perché il tempo mi mancava, ma soprattutto perché di libri me ne erano arrivati veramente pochi – giusto un paio, se non sbaglio. In questi giorni, in compenso, la mia cassetta della posta sembra essere stata invasa dai libri, perciò ecco a voi gli arrivi di queste due settimane.

In my mailbox #4 – Acquisti libreschi

Titolo: Black Friars – L’ordine della chiave (#2)
Autore: Virginia de Winter
Editore: Fazi
Pagine: 454
Prezzo: €18,00
Lo trovi su: aNobii, IBS, Bol, Amazon, Booktrailer su Youtube

eBook scambiato su aNobii.

Axel Vandemberg, giovane crede al trono del regno più importante del Vecchio Continente, farebbe qualsiasi cosa per amore, anche picchiare uno dei suoi migliori amici. Imprigionato nel carcere degli studenti per una rissa, il suo unico, struggente pensiero è dedicato a Eloise Weiss, la ragazza cui ha consacrato la vita fin dall’infanzia. Axel non sa che il suo mondo sta per essere sconvolto dal fatale incontro con Belladore de Lanchale, una cortigiana dal fascino oscuro che ben presto imprigiona il ragazzo in una trama fitta di bugie e ricatti. Mentre Axel lotta contro la seduzione del male, la città pare farsi specchio dei suoi tormenti, trasformandosi in uno scenario di efferati delitti. Protetto dalla notte, tra i vicoli non ancora illuminati dalla luce a gas di una città ammantata di atmosfere gotiche, un assassino inafferrabile uccide giovani umane e bellissime vampire. Unica traccia utile alla Magistratura incaricata delle indagini è il macabro e accurato gioco dell’omicida, che ricompone i corpi delle vittime ispirandosi a celebri fiabe: Raperonzolo strangolata dalle sue lunghe trecce, la Bella Addormentata dilaniata dal morso del principe. Biancaneve avvelenata dalla mela…

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Titolo: Infinity
Autore: Sherrilyn Kenyon
Editore: Fanucci
Pagine: 328
Prezzo: €16,00
Lo trovi su: aNobii, IBS, Bol, Amazon

eBook scambiato su aNobii.

A 14 anni Nick Gautier, un ragazzo come tanti, vive nel quartiere francese di New Orleans: ama frequentare le cattive compagnie, è attratto dall’illegalità e quello che ha imparato nella vita è frutto degli insegnamenti della strada. Una notte decide di comportarsi onestamente e si rifiuta di rapinare un turista innocente: una scelta che avrà un prezzo molto alto. Nick pensa di essere ormai spacciato e che la sua vecchia squadra non ci metterà molto a mettersi sulle sue tracce… e invece, inspiegabilmente, quella che sembra la fine di tutto si rivela l’inizio di una nuova vita. Kyrian di Tracia non è solo un comandante macedone a caccia di spietati demoni, è un Dark Hunter, e grazie a lui Nick si mette in salvo e conosce un mondo di cui non ha mai immaginato l’esistenza. I nuovi nemici fanno sembrare quelli vecchi dei veri incapaci: si tratta di uccidere o essere uccisi, e Nick, nato dalla parte sbagliata, trova dentro di sé una forza inaspettata e inizia a lavorare per i non-morti che popolano il suo quartiere. Il tempo stringe, e a lui non resta che trovare qualcuno disposto ad aiutarlo nella difficile battaglia contro i demoni che non risiedono dentro di lui. Nick stava proprio per tornare al club quando sentì uno strano rumore provenire dal vicolo. Sembrava un cane… No, era lo stesso suono che aveva sentito fuori dalla casa di Kyrian, prima. Il suono degli zombi che gli davano la caccia…

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Titolo: Sitael – La seconda vita (#1/3)
Autore: Alessia Fiorentino
Editore: Rizzoli
Pagine: 457
Prezzo: €12,00
Lo trovi su: aNobii, IBS, Bol, Amazon

Regalato.

In un mondo governato dalla luce e dal-l’ombra, Etenn è un quattordicenne in-felice della sua vita da scudiero, anche se il colore dorato dei suoi occhi lascia capire che in lui c’è qualcosa di speciale. Proprio quando Qurasch, il figlio del Demonio, minaccia di gettare la Terra di Lycenell nel buio e nel silenzio per condannarla alla sua stessa solitudine, Etenn entra in possesso del Sitael, una sfera di Luce allo stato puro, e da quel momento niente per lui sarà più come prima. Perché il Sitael è l’unica arma in grado di sconfiggere Qurasch, ed Etenn ha la capacità di usarlo come nessun altro. Nel lungo viaggio che lo porterà faccia a faccia con il suo nemico naturale, tra mille prove che riuscirà a superare solo grazie alla sua forza di volontà e all’aiuto degli amici che lo accompagneranno in questa seconda vita, Etenn dovrà mettere insieme i pezzi del proprio passato. E scoprirà lati di se stesso più oscuri di quanto non avrebbe voluto.

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Titolo: Il libro del destino – Alba e Crepuscolo (#3/3)
Autore: Elisa Rosso
Editore: Piemme
Pagine: 468
Prezzo: €18,00
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Regalato.

Il tradimento di Bedwyr, l’erede di Ahina Sohul, lascia atterriti i membri della Compagnia delle Cinque Razze Libere, ma la speranza si riaccende al rivelarsi di un secondo erede al trono degli uomini. Mentre la compagnia viaggia per il regno di Nadesh in cerca delle alleanze che permettano di sconfiggere il Signore delle Nebbie, Eynis, giunta assieme a Jadifh nella città dei Ribelli, si trova a confrontarsi con sua sorella gemella Eryn, separata da lei dalla nascita. Qualcosa di terribile nel passato di Eryn la porta a essere ostile e diffidente nei confronti di Eynis. Se vogliono sconfiggere il male, però, le ragazze dovranno restare unite: solo insieme, infatti, potranno richiamare lo spirito della luce, che nessun mago è mai riuscito a evocare…

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Titolo: London Boulevard
Autore: Ken Bruen
Editore: Casini
Pagine: 300
Prezzo: €16,90
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Preso in biblioteca.

Dopo aver scontato una condanna per aggressione, Mitchell è di nuovo a piede libero, ma il suo passato tenebroso e violento sembra proprio non volerlo abbandonare. L’unico impiego che gli viene offerto – riscuotere debiti a nome di un usuraio – lo costringe a fare di nuovo i conti con il suo lato oscuro e spietato. Ma la svolta è dietro l’angolo: una ricca attrice lo ingaggia come guardia del corpo tuttofare e incontra finalmente la donna della sua vita, la bella Aisling. Tutto sembra andare per il meglio, e Mitchell crede di poter finalmente diventare una persona migliore… ma l’imprevisto è in agguato e in un crescendo di colpi di scena la sua vendetta si scatenerà terribile e implacabile, sullo sfondo di una Londra sempre più cupa e inquietante.

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Titolo: I misteri di Black Port
Autore: Fabrizio Fortino
Editore: Casini
Pagine: 444
Prezzo: €16,90
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Preso in biblioteca.

Nella nebbia dell’Inghilterra vittoriana il maggiore Jack Reynold deve guidare gli uomini del 17° reggimento in una battaglia impari e cruenta, che nasconde un conflitto ben più oscuro e strisciante. Come oscuri e striscianti sono i demoni che tormentano il suo sonno. I suoi uomini scoprono che il mondo intero rischia di essere soggiogato da un potere immenso celato per anni dalle sabbie del deserto egiziano. Le prime malvagie avvisaglie si manifestano sotto forma di inspiegabili quanto efferati delitti che accompagnano l’entrata in scena di uno studioso enigmatico, di una giovanissima e spietata spia e di un inquietante bagliore verde che presto diverrà il segno distintivo dei misteri di Black Port.

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Titolo: Sanctuary
Autore: A.A.V.V.
Editore: Asengard
Pagine: 317
Prezzo: €15,00
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Preso in biblioteca.

Sanctuary è una città sterminata, dai mille angoli e dai mille misteri, della quale non si vedono i confini.
Una metropoli dagli innumerevoli volti e dagli altrettanti passati, che ha visto centinaia di epoche intervallarsi l’una dopo l’altra, senza sosta. Un luogo dove si intrecciano storie di persone normali ed esseri soprannaturali, chiamati diversi e reietti, perseguitati dalla Loggia e costretti a vivere nell’ombra.
Sanctuary è una città dove è facile incontrare streghe metropolitane che svolgono i loro sabba all’ombra di uno skyline di vetro e cemento; mutantropi in fuga tra i bassifondi cittadini; Dèi mischiati agli uomini, in cerca delle loro antiche origini, assieme a creature mostruose che si aggirano in cattedrali sotterranee, fra elfi e nani, goblin e orchi, demoni e angeli.
Sanctuary è molte voci in una sola: è tante menti e tante memorie raccontate in un unico, magico libro.
Gli Autori: Alan D. Altieri (introduzione), Luca Azzolini, Pierdomenico Baccalario, Solomon Troy Cassini, Franco Clun, Francesco Dimitri, Francesco Falconi, Fabrizio Furchì, Michele Giannone, Cecilia Randall, Fabiana Redivo, Egle Rizzo, Antonia Romagnoli, Luca Tarenzi.

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Titolo: Paranormalmente
Autore: Kiersten White
Editore: Giunti Y
Pagine: 416
Prezzo: €15,00
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Preso in biblioteca.

Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un’agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un’avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile… Ma fra mille avventure, e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un’oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Land, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l’amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po’ più strano. Ironico e dissacrante, Paranormalmente è un romanzo pieno di azione e di fantasmagorici colpi di scena. Una lettura divertente e originale che sfata i miti fantasy più in voga ridicolizzando i vampiri e ingentilendo i lupi mannari.
Kiersten White ha regalato ai lettori più giovani questo divertente romanzo dai personaggi carismatici, il più fresco ed originale libro sul paranormale dell’anno.

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Titolo: Goetia
Autore: Riccardo Coltri
Editore: Asengard
Pagine: 264
Prezzo: €14,00
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Ringrazio l’autore per avermelo spedito.

Nell’Italia futura sono nati nuovi miti. Uno di questi parla di uno strano sciamanesimo sviluppatosi nel corso degli anni, dopo una guerra che ha ridotto i territori conosciuti in cumuli di macerie, quartieri in rovina e palazzi sventrati. Entità vengono risvegliate nei villaggi di lamiere e rottami tramite sacrifici di sangue e simboli tracciati sul terreno, ma anche per mezzo di parole rinchiuse in vecchi dispositivi elettronici ancora funzionanti, come computer portatili ed ebook reader: i grimori del nuovo tempo. In ciò che rimane di una provincia si muove Cleffi, milite della Scuola del Mattino, giovane violento e con un lungo addestramento alle spalle. Per lui, abituato alle risse nei dormitori e ai combattimenti nelle arene, è giunto il momento di entrare nelle pattuglie. Con un casco e una pistola, Cleffi corre attraverso ciò che resta delle periferie a stanare rivoltosi, ma comincia a notare alcune scritte sui muri e strani vagabondi che, su vesti di fortuna, indossano pelli di bestie e amuleti in plastica e ossa. E d’un tratto si ritrova a chiedersi perché, in quel mondo ormai morto, la goetia sia da alcuni considerata l’ultima soluzione rimasta.

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Titolo: Zeferina
Autore: Riccardo Coltri
Editore: Larcher
Pagine: 216
Prezzo: €10,00
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Ringrazio l’autore per avermelo spedito.

Una figura arranca nella neve, verso un grande albero cavo. Ha i capelli lunghi, color d’arancia, indossa uno scialle e stringe fra le mani un fagotto di stoffe. Il suo nome è Zeferina, in seguito alla morte dell’anziana zia ha cercato di sopravvivere nella nuova nazione, tra le numerose difficoltà economiche. Dopo aver scoperto di aver vissuto per anni con una strega, ha trovato dei vecchi libri e ha compreso l’aspetto segreto delle cose, e ciò che di misterioso si cela da secoli nei boschi…

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Titolo: Sogni tra i fiori
Autore: Mariagrazia Buonauro
Editore: CSA
Pagine: 128
Prezzo: €13,00
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Ringrazio l’autrice per avermelo spedito.

Laura, una donna dolce e riflessiva, dopo aver cavalcato la tempesta per la fine di un amore e la vendita della casa, recupera la gioia di vivere. Quando la sua vita prende un nuovo corso, canta la sua storia che narra d’amore, magia, sogni e speranze in uno stile immaginifico e vibrante che tocca le corde più intime del cuore.

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Titolo: Il fiume scorre in te
Autore: Bianca Rita Cataldi
Editore: Booksprint
Pagine: 362
Prezzo: €17,90
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Ringrazio l’autrice per avermelo spedito
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A pochi mesi di distanza dal suo trasferimento al nord per motivi di studio, Alessandro scompare.“Tornerò presto, questione di giorni. Tornerò con l’ultimo treno, quello della mezzanotte.” Queste le ultime parole che Alessandro rivolge a Dani, la sua ragazza, durante l’ultima conversazione telefonica tra i due. Poi, più niente. Dani, disperata, si racconta mille scuse per giustificare il comportamento del suo ragazzo e ogni sera si reca in stazione, si siede sul marciapiede e aspetta che passi l’ultimo treno, sperando di veder scendere Alessandro. “Mi aveva detto che sarebbe tornato con l’ultimo treno, quello della mezzanotte”. Passano i giorni, e di Alessandro non c’è traccia. Una notte, però, succede qualcosa d’insolito: Dani è lì, seduta sul marciapiede della stazione come tutte le notti, e l’ultimo treno è già passato da qualche minuto quando, all’improvviso, compare un ragazzo. E, di lì a poco, benché gli orari non prevedano più nessuna corsa fino al mattino successivo, un vecchio treno giunge in stazione, stridendo sui binari. Il giovane sconosciuto sale sul mezzo e, pochi secondi dopo, si sente male. Dani sale in carrozza per soccorrerlo ma, purtroppo, capirà ben presto che il malessere del ragazzo è solo una messinscena, una trappola architettata per farla salire sul treno. Ma chi è questo misterioso estraneo? Che legami ha con Alessandro, e perché sembra conoscere il motivo della sua scomparsa? Molte sono le domande alle quali Dani dovrà rispondere, affrontando le insidie di un pericoloso viaggio nel passato della persona che crede di amare e che non ha mai conosciuto per ciò che è realmente.

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Acquisti di agosto – provviste per l’inverno

Dopo aver scoperto della Legge Levi, o anti-Amazon, non me ne sono certo rimasta con le mani in mano: approfittando degli sconti che molti negozi online hanno fatto durante il mese di agosto, ho fatto mente locale di tutti i libri della “lista dei desideri” di aNobii che mi premeva più acquistare e ho fatto due mega-ordini, uno da Bol e uno da Amazon. Alcuni li avevo già letti grazie alla biblioteca, come i tre color beige che trovate nelle foto qua sotto, ma essendomi piaciuti tantissimo non potevo proprio non averli in casa… quindi andrà a finire che li leggerò di nuovo, e magari ci scapperà anche una recensione, chissà…

In questo modo, comunque, spero di avere provviste a sufficienza per sopravvivere almeno per i primi mesi a partire dall’entrata in vigore della legge (1° settembre). Quando anche queste provviste saranno terminate, passerò definitivamente alla mia adorata biblioteca, purtroppo non fornitissima dei libri che interessano a me (come quelli degli esordienti), e ai negozi di libri usati, come il mitico Orlando Curioso e la libreria Talami di Reggio Emilia e il Melbook Store di Bologna.

Quindi, eccovi un sunto dei miei acquisti vacanzieri, casomai a qualcuno venga in mente di approfittare di questi ultimi due giorni di sconti.

Qui sotto ci sono le due foto che ho fatto ai nuovi arrivati, rispettivamente da Bol e da Amazon:

Continuo a non capire come mai la prima foto sia venuta così schifosa, mentre la seconda così nitida, ma pazienza. Non vi scandalizzerete mica per certi dettagli così insignificanti, no? ^^

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A proposito di critiche I

Dopo aver assistito a una sfuriata da parte di un fan convinto che “le tue recensioni non sono obbiettive perché sei solo una frustrata invidiosa” (vi risparmio ulteriori dettagli sulla questione, visto che si è già parlato fin troppo di questo, perciò vi rimando direttamente qui), la mia bizzarra testolina di adolescente si è messa al lavoro ancora una volta, interrogandosi su questioni altamente filosofiche.

Perché se un lettore qualunque osa criticare un libro in termini più, diciamo, coloriti del solito (e con questo mi riferisco all’ironia, non certo agli insulti o alle offese pesanti), deve sempre saltare su un altro lettore ad accusarlo di invidia nei confronti dell’autore?

Perché, anche dopo aver ripetuto millanta volte che si è fatto di tutto per scrivere una recensione oggettiva e basata su fatti verificabili da tutti (con tanto di citazioni), si viene regolarmente accusati di essersi lasciati prendere dalla rabbia verso lo scrittore per i più svariati motivi?

Perché giudicare positivamente va sempre bene, mentre giudicare in modo negativo è da presuntuosi, frustrati, invidiosi e chi più ne ha più ne metta?

Ho già in parte affrontato la questione all’interno della recensione dalla quale è partito tutto, ma non avendo materiale a sufficienza per costruirvi un post completo, in un primo momento ho pensato di aggiungere alcuni dettagli alla recensione stessa.
(I suddetti dettagli, per chi non avesse seguito tutta la faccenda, commentavano alcune affermazioni che Alessia Fiorentino – l’autrice del libro da me criticato – aveva scritto in un articolo sul suo blog, sempre a proposito delle critiche, con cui mi trovavo in disaccordo. Nessun problema se ve li siete persi: li troverete tali e quali anche qua.)

Poco fa, però, mi è stato segnalato un altro post, in cui Alessia Fiorentino metteva il link a una recensione del suo libro trovata su internet, che era stato commentato in modo, a mio parere, estremamente interessante. Continue reading

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Critica tu che critico anch’io!

Non so quanti di voi abbiano avuto l’opportunità di seguire in diretta il “duello” svoltosi domenica scorsa all’interno dei commenti del post sulla recensione di Sitael, che vedeva coinvolti la sottoscritta e un simpatico critico spuntato chissà da dove. Trattandosi della vigilia di Ferragosto – ovvero uno dei pochi giorni dell’anno in cui la gente ha mediamente qualcosa di meglio da fare che starsene a navigare su internet -, però, ho deciso che il suddetto duello meritava davvero troppo per essere lasciato lì dov’era, a prendere polvere tra dei commenti che fra qualche mese nessuno ricorderà più. Quindi, per la gioia di tutti voi e in particolare del mio amico Il Critico, ecco a voi la prova di cosa sono capaci i fan di un libro che viene criticato duramente, nonché di quanto sia facile criticare (si fa per dire) nascondendosi dietro allo schermo di un computer:

Critica tu che critico anch’io!

Un disegnino creato dalla sottoscritta, profondamente ispirata dall’occasione ^^

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Recensione: Sitael – La seconda vita

Come promesso nelle “Letture di luglio”, ecco qui la recensione approfondita di Sitael – La seconda vita, romanzo d’esordio di Alessia Fiorentino.

Titolo: Sitael (1/3)
Sottotitolo: La seconda vita
Autore: Alessia Fiorentino
Genere: fantasy classico, lotta luce/buio
Lingua: italiano
Editore: Dario Flaccovio
Collana:  –
Pagine: 861
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788877588463
Prezzo: € 22,00
Formato: brossura
Valutazione

Qualcosa sull’autrice

Anche per questo libro mi sembra d’obbligo spendere qualche parola sull’autrice, sulla nostra Alessia Fiorentino (classe ’90). Di lei sappiamo che, prima di iniziare a scrivere il suo romanzo, non aveva mai letto niente di fantasy, anzi, non conosceva neanche questo genere. Aveva però il desiderio di leggere una storia fantastica, così invece che continuare invano a cercarla ha deciso di scriverla.
Ora, una delle regole non scritte che ogni autore dovrebbe rispettare è: scrivi solo di ciò che conosci. Vi state già chiedendo, dunque, come abbia fatto una quattordicenne a scrivere un fantasy così corposo senza mai aver letto nulla o quasi di fantasy? Anch’io ero molto curiosa di scoprirlo, perché mi è capitato spesso di leggere libri scritti da autori che affermavano di non essere mai stati dei buoni lettori… e la mancanza di un bagaglio di letture di fondo si faceva sentire. Con Sitael sarà diverso?, mi domandavo prima di leggerlo. Lo scopriremo insieme fra poco, perché la presentazione della nostra giovane scrittrice non è ancora giunta al termine.
Alessia Fiorentino, infatti, non ha scritto un libro soltanto: da quando aveva 14 anni fino ai 20 ne ha scritti ben sei, raggruppati in due trilogie, mentre la sua età anagrafica coincideva con quella del suo protagonista, Etenn. La stesura di ogni romanzo, in pratica, è durata un anno, in modo che Alessia ed Etenn avessero sempre la stessa età.
Di lei sappiamo anche un altro interessante particolare: come Alessia scrive nella sua presentazione, Sitael si è scritto da solo, quasi di getto. Un bene? Un male? Anche questo lo scopriremo presto.

Alcuni assaggini 

Entriamo subito nel vivo della recensione e cominciamo a esaminare il nostro libro: come i più arguti di voi avranno intuito guardando la copertina e come sarà facile intuire fin dall’inizio del libro, il bel ragazzo che vi troviamo, naturalmente, è Etenn, il protagonista della storia… per la gioia dei lettori che preferirebbero immaginarsi da soli i personaggi, piuttosto che trovarseli già belli e pronti.
So che questa può essere un’opinione oggettiva, ma per quanto mi riguarda quella di piazzare in copertina la faccia del protagonista non è proprio una gran trovata: e se a un lettore a caso (tipo me) la suddetta faccia facesse schifo? In questo caso ci sarebbe poco da fare, a parte cercare il più possibile di non guardarla: solo perché l’autrice si immagina il suo personaggio in questo modo, non significa che per me sia lo stesso. Un esempio sono quelle inguardabili righe nere attorno agli occhi che danno al personaggio un’aria decisamente emo: non mi risulta, perlomeno, che nel mondo di Etenn esiste l’eyeliner.
Vi invito a verificare di persona, inoltre, l’originalità della suddetta copertina, copiata pari pari da un’immagine di Frodo Baggins. Stessa identica posizione della mano, stesso sguardo profondo, quasi stesse pieghe del mantello… Semplice ispirazione? A me, sinceramente, sa più di plagio.*

making gifs

Ad ogni modo passiamo oltre. Apriamo il libro e… magia! Niente cartina diciottoperventicinque!

In realtà, andando a curiosare sul blog dell’autrice, ho scoperta che la suddetta cartina esiste:

A parte i nomi random, un numero un po’ ridotto di città per un mondo così grande, la grossa riga nera che ha tutta l’aria di essere un fiume che va da mare a mare, la città del kattivo (Goriahm) piazzata nell’angolo più in alto al di là di una catena di cucuzzoli e le montagne stranamente tutte uguali, devo ammettere che non è malaccio come mappina fèntasi. C’è molto di peggio, perlomeno.
Non avendola sott’occhio mentre leggevo il libro, però, non ho potuto seguire i movimenti dei nostri personaggi, perciò non saprei dire se è stata disegnata tenendo conto della storia o se è stata realizzata alla “tanto per”. Inoltre, non è stata inserita all’interno del libro, e visto che questa è una recensione sul libro e non sull’intero background ideato dall’autrice per la sua storia, non ne ho tenuto conto nella valutazione del libro. Anche perché non avrebbe fatto una gran differenza, è chiaro.

Diamo un’occhiata alla fenomenale lista della spesa introduzione che si trova a inizio libro:

Benvenuti in un mondo
in cui avvengono cose straordinarie.
Alcune magiche e meravigliose.
Altre… terribili.
Ma alla fine voi,
e solo voi,
riuscirete a vincere.
Coraggio.
Lealtà.
E Luce.
Vi accompagneranno in questo lungo viaggio.
Pensate quello che volete,
ma questa storia… Già.
Questa storia è vera.

Solo a me viene spontaneo domandarmi come sia possibile che alla fine “noi” riusciremo a vincere, considerato che la storia è ambientata in un altro mondo? Mah, non chiedetemelo: siamo in un libro fèntasi, e tanto basta. Posso pensare quello che voglio? Molto bene: penso che chi ha scritto questa introduzione avrebbe potuto sforzarsi un po’ di più, perché così sembra provenire direttamente da un videogame. Solo che ci troviamo in un libro, e questo non è propriamente un bene.

Prima di proseguire, vi consiglio di dare una spizzicata al capitolo che la Dario Flaccovio mette a disposizione sul sito.

Dopo questa breve introduzione, ci troviamo con una delle cose che proprio non può mancare in un fèntasi, ovvero il prologo. Leggasi: la soluzione più sfruttata dagli scrittori pigri, che naturalmente preferiscono di gran lunga raccontare il tutto invece che mostrarlo nel corso del romanzo, per introdurre la loro storia. E Sitael, naturalmente, non fa eccezione.
In questo prologo scopriamo che la storia è ambientata a Lycenell, la “terra antica e lontana circondata dal mare”; conosciamo il mega-superkattivo di turno, ovvero Qurasch,  che è nientemeno che il figlio del Demonio in persona!

Ecco a voi il terribile Qurasch!!! Paura, eh?

Poi veniamo a sapere che il nostro amico Qurasch ha inventato un esercito di mostri brutti&kattivi di nome Varles, e un bel giorno decide di attaccare Varvaria, una delle città di Lycenell. Ma una donna di nome Regina riesce a fuggire e raggiunge Oreah, dove fa un patto con il Sole: fonderà in suo onore un ordine di cavalieri, i cui componenti sarebbero stati scelti per via del fykissimo potere di possedere la Luce. Il cambio il Sole donò il Sitael, che è un’altra fykissima arma in grado di distruggere Qurasch il Superkattivo, il quale a sua volta è l’unico che può distruggere il Sitael. Che botta di originalità, non trovate? Non c’è niente di più innovativo dell’epica ed eterna lotta tra la luce e il buio! E soprattutto, il kattivo veramente kattivissimo è un’idea che non si era mai sentita prima, nevvero?
Ecco, cara Alessia, cosa succede a voler scrivere fantasy senza aver mai letto nulla di fantasy.
Oddio, se è per questo non è vero neanche il contrario: esistono scrittori di vasta cultura del genere, i cui libri non sono proprio il massimo dell’originalità. Ma almeno dopo aver letto un discreto numero di libri fantasy, un lettore dovrebbe avere già un’idea di quali sono i cliché più tipici del genere, e di conseguenza dovrebbe almeno tentare di evitarli. Ma se non si conosce minimamente un genere, non solo si scadrà negli stereotipi più ovvi, ma lo si farà ignorando che ciò che si sta scrivendo non è esattamente l’idea più innovativa del mondo. L’unico punto a favore che mi sento di dare a questo prologo è il seguente: è conciso, non si perde in riflessioni e descrizioni inutili, e soprattutto è breve; i frequenti spazi, inoltre, lo fanno scorrere velocemente. Sempre meglio di un prologo stile Gli eroi del crepuscolo, in ogni caso.

Fine del prologo. Salto di ben 300 anni.
Ora ci troviamo a Varvaria, dove, ancora prima che sorga il sole, una donna esce di casa da sola, si allontana dal villaggio e attraversa prati e boschi prima di arrivare a una sorgente, dove si ferma e fa il bagno.
Notate niente di strano? Be’, spiegatemi se una cosa del genere è plausibile, visto che, come si capisce dopo poco, i Varles, i kattivi al servizio di Qurasch, sono ancora in circolazione! Da quando le ragazze in un epoca pseudo-medievale se ne vanno in giro sole solette in piena notte, si spogliano per farsi il bagno e rimangono lì tranquille senza che un qualche malintenzionato le noti?
Lo so, avete ragione: è fèntasi, non bisogna farsi problemi su queste cose!
Nella scena, però, compare anche un altro individuo: una figura nera dall’ombra nera, incappucciata di nero e che è seguito da una nebbiolina nera (chi sarà mai?), sale sul pendio roccioso che lo porta al di sopra della cascata, portando con sé un fagotto nero. Una volta arrivato in cima, getta il fagotto nella cascata, senza accorgersi della bella donna che sta facendo tranquillamente il bagno… Casualmente, però, il fagotto ritorna a galla e la donna lo solleva dall’acqua, lo apre e… sorpresa! C’è un neonato! *Stupore generale* Ma non è un neonato qualsiasi: è il più bel neonato che la donna abbia mai visto! Biondo, con gli occhi color oro… che chiedere di più? E indovinate un po’ il nome che viene affidato al piccolo: si chiamerà Etenn, che significa nientemeno che portatore di luce… e già a questo punto anche il lettore più ingenuo avrà capito tutto della storia.
Serviva tirarla per le lunghe per più di 800 pagine, anzi, addirittura per sei libri? Naturalmente sì, e scopriremo subito il perché.

Un minestrone di stereotipi

È questa la prima definizione che mi è venuta in mente non appena ho concluso questo romanzo. Anzi, no, molto prima di averlo concluso: in realtà, la puzza di cliché si percepisce fin dal capitoletto introduttivo. In Sitael troviamo, infatti:

• un protagonista Gary Stue (ho calcolato personalmente il grado di Marysuaggine grazie all’apposito test: non è di quelli irrecuperabili, ma è comunque un malato grave) – rigorosamente orfano, adottato e tenuto all’oscuro delle sue origini – che all’inizio del libro non riesce a tenere in mano una spada, ma che diventa bravissimo nel giro di pochi capitoli, per l’esattezza a partire dall’amnesia che subisce;

• il suddetto protagonista, ovviamente, si rivelerà essere il predestinato, l’oggetto della misteriosa profezia, “colui che è nato per essere Luce”;

• come se non bastasse, finisce per ingoiare accidentalmente una pietra magica che gli fornisce altri magic powers specialissimi e unici;

• il solito superkattivo che terrorizza tutti per ben tre ere, ma che un quattordicenne riesce a sconfiggere in un capitolo;

•  degli elfi – che sono uno stereotipo già per conto loro – non si sa molto; qui, infatti, si parla per lo più degli Sharephi,  che in pratica erano elfi ma si sono slegati da loro, trovandosi naturalmente un nuovo nome. Anche parlando degli Sharephi, però, le cose non migliorano, perché dei tre individui che compaiono nella storia, la ragazza è anch’essa una Mary Sue, il primo ragazzo è decisamente lunatico (all’inizio è un presuntuoso come pochi, poi finisce col diventare super simpatico con Etenn, e i suoi atteggiamenti si alternano di continuo) e il secondo è fondamentalmente inutile, tanto che viene tolto di mezzo non appena si presenta l’occasione giusta;

•  il solito viaggio periglioso attraverso mezza Lycenell per raggiungere Oreah, la città dove si trova il sole; per 700 delle 861 pagine non succede altro;

• ah, e non scordiamoci del fatto che il protagonista – perfetto sotto ogni punto di vista – possiede un fratello anch’esso molto kattivo, creato da Qurasch per distruggerlo in caso lui fallisse: Etenn è biondo con gli occhi color oro, mentre Stacra è moro con gli occhi rossi; Etenn è luce così come Stacra (questo è il nome del fratello kattivo) è buio; Etenn rappresenta il bene come Stacra rappresenta il male. Altra botta di originalità, non trovate? Non farò spoiler, però, casomai dopo questa recensione ci sia ancora qualcuno disposto a leggere questo mattone, perché in fondo in fondo un che di interessante in questa lotta tra fratelli rimane… Niente di sconvolgente, però;

Stacra, il gemello kattivo di Etenn.

•  infine, abbiamo come idea di base un concetto vecchio come il mondo: il Sitael, infatti, è un’arma di luce, è in pratica luce allo stato puro. È una luce che non viene mai e poi mai intaccata dalla tenebra, e di conseguenza il suo portatore non può che essere perfettamente buono. E permettetemi di obbiettare che un personaggio completamente buono è piuttosto irreale: possibile che non abbia mai un momento di debolezza, una crisi di panico, una fase di sconforto, un attimo di follia e desiderare di mandare a monte tutto, una notte di problemi di stomaco… No, niente di tutto questo. Una qualche sconfitta ogni tanto, per fortuna, ce l’ha (come a seguito della lotta contro le Ninfe: una scena che avrebbe potuto risultare interessante, se solo l’autrice non l’avesse liquidata in poche righe, ma è comunque uno dei punti meglio riusciti, secondo me), ma poi riprende a essere perfetto e infallibile come se niente fosse accaduto. Un protagonista troppo perfetto, ahimè, non è mai un buon protagonista: vi dirò che all’inizio mi ci ero affezionata, perché nonostante tutto qualche problemuccio per esempio di autostima non gli mancava, ma poi… lasciamo perdere.

Un appunto sui nomi

Come sempre, la nostra Alessia presenta diversi sintomi della temuta Sindrome di Sonohra. Non si tratta, fortunatamente, di una forma grave, ma ho riscontrato sufficienti prove di questa letale malattia. Le più palesi sono le seguenti:
• Sharashidahllen (non sarà per caso parente della  Sylvianarlamistrydian de Gli eroi del Crepuscolo?);
• Cheyun;
• Hayel (l’altro nome molto fygo di Etenn);
• Goriahm (da qui in avanti vengono dalla cartina);
• Ashleyrey;
• Valle Soahsghen;
• Lyangalonh;
• Thilye;
• Lahngral;
• Nith-Hayah;
• Yath Vanlassaii;
• Fharòden;
• Lago di Rionh;
… ovvero, degli ottimi esempi di quanto sia bello e divertente pigiare a caso le lettere sulla tastiera, magari infilando qualche H o qualche Y dove capita per dare un effetto davvero mystycoh, senza però rendersi conto che con una trovata del genere si ottengono soltanto nomi ridicoli e impronunciabili.

700 pagine di nulla 

A proposito del cliché del viaggio periglioso, c’è un’altra cosa interessante da dire riguardo a Sitael e anche a proposito, come ho scritto nella presentazione dell’autrice, dello scrivere di getto: per tutta la parte centrale (diciamo da pagina 100 fin circa a 750-800), la nostra storia è caratterizzata da una quasi totale assenza dello sviluppo della trama. Ok, la nostra compagnia di personaggi (Etenn, i tre Sharephi, un elfa e il capitano – mi pare di non aver scordato nessuno, quindi se l’ho fatto scusatemi: purtroppo Sitael non è propriamente uno di quei libri che ti stimolano l’attenzione dall’inizio alla fine…) attraversa tutta Lycenell, da Nord a Sud, e mentre viaggiano passano in rassegna tutte le creature fantastiche che abitano la terra. In pratica, si scontrano con:
• elfi;
• draghi;
• ninfe;
• sirene;
• centauri;
• giganti;
• Varles, ovvero i mostriciattoli creati dal cattivo;
• simpatiche donzelle che trasformano la gente in pietra;
… e grazie ai suoi magic powers – dei deus ex machina niente male – spuntati dal nulla, Etenn riesce sempre a farla franca, spesso in extremis.

A questo punto credo sia palese che Alessia Fiorentino non sapeva più come fare per non ridurre il suo fantasy a un libretto di 200 pagine scarse, perciò ha preferito allungare il brodo a dismisura, riempiendo la sua storia di parti fondamentalmente inutili (perché una buona parte di questi scontri con le varie creature si sarebbe potuta tagliare senza rimpianti, o comunque accorciare di un bel po’) e soprattutto noiose. Ecco cosa succede a scrivere di getto, senza “sprecare” tempo prezioso prima di cominciare a scrivere stabilendo tutte le pieghe che dovrà prendere la trama. Se avesse fatto così, scommetto che le pagine risultanti sarebbero la metà di quelle attuali. Ma si sa: un fèntasi non è bello se non è lunghissimo e pieno di parti inutili! Se lo dice anche Nonciclopedia c’è da crederci!

Lo Stile

Parliamo un po’ dello stile di Alessia Fiorentino, cominciando subito da quella che dovrebbe essere la regola principale di ogni scrittore: lo Show, don’t tell. Ci sono punti in cui il libro è scritto benino: mostra le scene  in modo efficace, per lo più è scritto in modo diretto, senza perdersi in parti contorte. Ce ne sono altri – e sono la maggior parte – in cui il mostrato fa proprio acqua, in cui gli avverbi e gli aggettivi inutili non si contano e che la narrazione diventa ultra-noiosa. Le ingenuità, naturalmente, non mancano (come i nostri amici che si cibano con una quaglia, o le scale nel palazzo delle sirene…). Il colore dei capelli e degli occhi di Etenn, inoltre, viene ripetuto ogni volta che si presenta l’occasione, e sempre in questi termini:

Etenn era, appunto, molto biondo, e i suoi occhi erano grandi, particolarissimi: color dell’oro. [pag. 19]

No, Alessia Fiorentino non si accontenta di piazzare l’immagine del suo beniamino in copertina: ci delizia continuamente con obbrobri del genere, come se i lettori fossero così scemi da non ricordare da una volta all’altra l’aspetto fisico del protagonista. È naturale, no? Etenn rappresenta la luce, la bontà assoluta: la perfezione incarnata, in poche parole. Quindi è praticamente obbligatorio ricordare tutti i momenti a lettore che il personaggio di cui sta leggendo le avventure è bellissimo, biondissimo, con degli occhi particolarissimi e soprattutto dall’animo coraggiosissimo. Cos’è che dicevo riguardo ai personaggi troppo perfetti? Ah, sì, che non sono proprio un granché…

‘Mazza quanto sei biondo, Etenn!

A parte queste descrizioni veramente puerili, però, si arriva addirittura a errori veri e propri, come quello che troviamo a pagina 23:

[…] per questa ragione [Caliel, il fratello maggiore di Etenn] aveva dovuto nominarlo scudiero sebbene Etenn non sapeva fare niente e non fosse adatto a quel ruolo.

Capisco che ormai il congiuntivo sia diventato una cosa out, ma non è una novità che mettere l’imperfetto dopo “sebbene” sia sbagliato… E questa non è l’unica schifezza che ho trovato, purtroppo. La domanda, alla fine, è sempre la stessa: editor, dove seeeei?

Conclusioni

A questo punto credo sia inutile dire che non vale assolutamente la pena di spendere ben 22 euri per acquistare un fèntasi come Sitael. Già il prezzo è da infarto per conto suo (e ringrazio di essere riuscita a trovarlo scontato del 50%), ma per un libro venuto male come questo, non ho nessun rimpianto nel dire che quelli della Dario Flaccovio sono degli autentici ladruncoli. Capisco la mole non da poco, i costi di stampa e tutto il resto, ma esistono un sacco di libri stampati in brossura come Sitael, addirittura con diverse pagine in più, a un prezzo molto più onesto. Proprio non capisco come si possano pubblicare libri del genere, oltretutto senza uno straccio di editing. E poi mi vengono a dire che gli editori tirano fuori la scusa che un libro è troppo lungo, pur di non pubblicarlo…

* Ringrazio Gianlu830 per avermela segnalata.

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Letture di luglio

Rieccoci a un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle mini-recensioni sui libri che ho letto durante il mese, con tanto di link per saperne di più, numero di pagine e – novità di questa puntata – come me li sono procurati. Come sempre, ecco prima di tutto le copertine: [slideshow id=2377900603281120003&w=426&h=320]

La leggenda di Otori – Lian Hearn (286 pp. – Biblioteca)
Per un’appassionata di arti marziali, di armi bianche e di ninja come me, un libro così non poteva mancare: una sorta di fantasy storico ambientato nell’antico Giappone; che chiedere di più? Il protagonista, se devo dire la verità, mi è sembrato un po’ fiacco, non proprio caratterizzato a dovere: all’inizio ci fa la figura della donzella indifesa, poi diventa quasi all’improvviso un guerriero dagli enormi poteri. Mi ricorda un po’ Eragon, orfano come Takeo, che si trova in pericolo nel suo villaggio, viene salvato da un misterioro benefattore che gli insegna a combattere e poi muore. In ogni caso, è un libro carino: mi è piaciuto come ultimamente mi capita di rado. Come al solito, però, l’unico personaggio a cui mi affeziono ci rimane secco… Non sarò mica io che porto sfortuna?

L’ultima profezia del mondo degli uomini – Silvana de Mari (606 pp. – Biblioteca)
Si conclude con questo libro la saga di Silvana de Mari, incominciata con L’ultimo Elfo. Mi è piaciuto, anche se non quanto i precedenti: l’ho trovato un po’ pesante soprattutto nella parte centrale, date anche le sue dimensioni, ma è stato al solito commovente e significativo.

Cappuccetto Rosso Sangue – Sarah Blakley-Cartwright (284 pp. – eBook)
Se non fosse stato per il simpatico scherzetto da parte della Mondadori di troncare di netto il libro al penultimo capitolo, obbligando i lettori ad andare a cercare le ultime pagine su internet (ok, io l’ho trovato gratis, ma se uno spende 17€ per un libro, credo gradirebbe di trovarlo tutto intero…), sarebbe stata un’idea davvero carina: la fiaba classica di Cappuccetto Rosso modernizzata con tanto di lupi mannari. Mi sembra di aver capito che il film omonimo uscito di recente non sia stato tratto dal libro, ma sia stato il libro stesso a ispirarsi alla sceneggiatura del film, quindi la cosa comincia a puzzare di trovata commerciale. Il finale, perlomeno, non è quello che ci si aspetterebbe dopo aver letto scempiaggini come Twilight, e questo è un merito, ma comunque trovo che si sarebbe potuto fare di meglio.

Il grande libro delle Fiabe D’oro – Peter Holeinone (200 pp. – Un qualche negozio della mia città)
Ho ri-ri-ri-riletto questo libro dopo un sacco di anni, presa dalla nostalgia per i vecchi tempi, proprio alla vigilia del mio sedicesimo compleanno. È stato bellissimo rituffarmi tra le fiabe che hanno accompagnato la mia infanzia: tutte meravigliose, specialmente quella di “Susy la grande imperatrice” e soprattutto “Barbablù” (già allora ero fissata con assassini e sbudellamenti ^^).

Anghelòs – Alessia Rocchi (426 pp. – Biblioteca)
Ho preso questo libro dopo aver letto la trama, sperando che il vampiro in questione per una volta mi lasciasse soddisfatta… e invece niente. Cioè, il vampiro in sé non è male, anzi, l’ho trovato pure simpatico… ma è stato lo stile che proprio non me l’ha fatto andare giù: una gran palla, se devo essere sincera. Oltre quattrocento pagine alla fine delle quali rimangono un mucchio di domante senza risposta. Un romanzo dalla buona ricostruzione storica, per carità, ma tutto sommato profondamente inutile.

Cinque anime indivisibili – Amanda Craig (550 pp.* – Biblioteca)
Dopo una delusione totale (indovinate quale? È un certo libro che comincia con la “A” e finisce con “mon”…) e due libri che “poteva andare meglio”, finalmente sono riuscita a trovare un libro della Casini che si merita proprio 5 stelle. Un thriller con qualche pizzico di rosa che però non è il solito thriller: si tratta di una storia commovente, di immigrazione e di difficoltà nell’integrarsi in un mondo nuovo, di prostituzione e di speranze finite al vento. La storia di cinque personaggi che non potrebbero essere più di versi, che condividono soltanto l’essere immigrati: Anna, Katie, Job, Polly e Ian; cinque persone arrivate da altrettanti paesi in cerca di una vita migliore; cinque anime indivisibili, appunto, che si ritrovano tutte ad avere a che fare con l’assassinio di una ragazza, anch’essa immigrata. Veramente un bel romanzo, profondo e molto significativo, scritto in modo fluente e pieno di colpi di scena. Davvero ben fatto e meritevole. Non ci crederete, ma questa volta mi trovo persino d’accordo con i due commenti di giornali famosi scritti sul retro del libro!

Prodigium – I figli degli elementi – Francesco Falconi (409 pp. – Biblioteca)
È una storia fantasy che si basa su un’idea a mio parere non delle più originali: limitandosi a leggere il riassunto e le prime pagine, si ha l’impressione di trovarsi con la solita storiella dei prescelti da una profezia che sono in grado di controllare i quattro elementi. La trama, però, non si ferma qui, per fortuna: da metà in poi, le cose cominciano a farsi intricate e finalmente un po’ di originalità salta fuori, mentre alla fine la storia si colora delle tinte dell’horror, e già a partire della seconda parte si comincia a capire che non è poi un fantasy banale e ripetitivo come tutti gli altri. Ben realizzati i caratteri dei quattro personaggi, specialmente quelli delle due ragazze (anche se il mio preferito, al momento, è Kaleb), e i loro poteri non si limitano al semplice controllo degli elementi, ma hanno degli sbocchi davvero ben fatti, come la capacità di mutarsi in animale di Ryan. Come sempre, inoltre, l’aspetto estetico del libro è impeccabile, tranne forse per un uso della punteggiatura a volte un po’ traballante: grafica curatissima, copertina che – per una volta – rispecchia esattamente i contenuti del libro e disegni accattivanti che sommati danno un prodotto davvero ben fatto. Solo un piccolo difetto: ho notato che in alcuni punti si scambiano i nomi dei personaggi, soprattutto di Ryan e Kaleb. Si tratta di piccole sviste, niente di grave, ma occorreva fare più attenzione. Per il resto, però, è un buon libro: un fantasy non eccezionalmente originale ma comunque godibile. Il seguito lo leggerò di sicuro.

Artemis Fowl e il Morbo di Atlantide – Eoin Colfer (396 pp. – Regalato)
Artemis Fowl ha colpito ancora, (Oh mamma, stai a vedere che ho anch’io il Morbo di Atlantide!) con un’altra delle sue mirabolanti avventure. Non bella, però, quanto L’inganno di Opal o Il codice Eternity, e soprattutto con una traduzione che fa acqua da tutte le parti e con un’impaginazione che poteva essere realizzata decisamente meglio: ci vuole tanto a mettere i pensieri dei personaggi in corsivo o tra virgolette? Certe volte si fa davvero fatica a capire chi pensa cosa. Sì, sembra che siamo scesi decisamente di livello rispetto ai primi libri della serie, ma quel genio di Eoin Colfer è riuscito comunque a realizzare un libro carino. Spero solo che non vada peggiorando… come farei senza il mio adorato Arty?

I figli di Atlantide – Mario de Martino (496 pp. – Casini Store)
Rispetto all’ultimo libro che ho letto (L’erede, La spada del re), ho notato un notevole miglioramento nello stile di Mario de Martino. Di solito tendo a non fidarmi troppo dei libri dei baby scrittori, ma devo dire che leggere I figli di Atlantide non è stato molto diverso dal leggere il thriller di uno scrittore affermato: lo stile necessita ancora di alcune limature, e in alcuni punti si percepisce un po’ troppo che chi scrive ha bisogno di esercizio, ma in compenso in altri punti non mi sembrava vero che lo scrittore avesse solo 17 anni. Un buon libro, dunque, forse addirittura il migliore che abbia mai letto, se messo a confronto con i “capolavori” di altri baby autori. L’unico difetto consistente è che il finale sembra affrettato o addirittura troncato a metà, e a questo punto non mi resta che aspettare il seguito! Insomma, non sarà l’enfant prodige della letteratura italiana, come lo descrivono nel risvolto, ma scommetto che non impiegherà molto a diventarlo. Quindi, Mario, continua così!

Sitael – La seconda vita – Alessia Fiorentino (861 pp. – Comprovendolibri.it)
Leggi qui la recensione completa.

Il sigillo del vento – Uberto Ceretoli (608 pp. – Comprovendolibri.it)
Leggi qui la recensione completa.

Io, robot – Isaac Asimov (291 pp. – Libreria “Il giardino di Gulliver”, Cattolica)
Durante le vacanze sono capitata in una libreria a dir poco strepitosa, che dava la possibilità di acquistare tre libri a soli 9,90€. Inutile dire che ne ho approfittato, ed è stato così che il celeberrimo libro di Asimov (insieme a Dracula di Stoker e a Frankenstein della Shelley) si è aggiunto alla mia libreria. Avevo già visto il film, ma il libro non si è rivelato da meno: Asimov è letteralmente geniale quando, dopo aver stabilito le tre Leggi della Robotica, si diverte giocando a infrangerle o, viceversa, a seguirle alla lettera, creando una serie di racconti unici. Fantastico, davvero.

Ethlinn, La dea nascosta – Egle Rizzo (670 pp. – Comprovendolibri.it)
Il mio motto è “Mai, e ripeto, MAI fidarsi di quei patetici riassunti sulle quarte di copertina dei libri!”, e anche in questo caso ho avuto ragione. Sempre che questo obbrobrio possa definirsi riassunto:
“Sacerdoti e guaritori, un’isola punteggiata di templi e il conflitto tra Ordini che si contendono la supremazia del Regno sono gli ingredienti di questo bellissimo romanzo fantasy. Il protagonista è un giovane guaritore che si ritrova relegato nel tempio nascosto di una Dea dimenticata. Né lui né chi ha deciso per lui quella singolare punizione ha idea di quale potere si celi dietro il nome di Ethlinn, la Dea nascosta. La storia, che si sussegue in un ritmo incessante di avvenimenti inaspettati e coinvolgenti, è nel contempo intensa e profonda, e le 670 pagine di cui è composto si leggono tutte d’un fiato.”
Questa per me è una recensione da lavaggio del cervello, non certo un riassunto. Senza contare, poi, che nessuno dei quattro aspetti che ho evidenziato in grassetto si realizza: fosse vero che si tratta di un “bellissimo fantasy intenso e profondo”, ci potrebbe anche stare (sebbene io trovi che una casa editrice che mette auto-lodi del genere sia leggermente sfrontata), ma quando ci si ritrova con un romanzo che è tutto il contrario…
Un altro difetto che ho trovato molto evidente è questo: mi sta bene che l’autrice voglia creare una parodia fantasy dei politici del nostro tempo, ma è fin troppo chiaro che, quando un personaggio si lamenta dei sacerdoti, le lamentele che adopera non sono sue ma dell’autrice, che si fa sentire prepotentemente.
A parte questo, però… mai sentito parlare dello Show, don’t tell, tesoro?

Black Friars: L’ordine della spada – Virginia de Winter (682 pp. – Comprovendolibri.it)
Mi avevano parlato bene di questo libro ed ero rimasta incuriosita dal fatto che l’autrice, conosciutissima in rete col nome di Savannah, avesse iniziato a scrivere fanfiction come me e fosse stata scoperta in rete da uno della Fazi Editore. Purtroppo, però, ha un po’ deluso le aspettative, soprattutto dal punto di vista dello stile: le descrizioni sono fin troppo accurate e particolareggiate, al punto di risultare noiose. Lo Show, don’t tell è andato a farsi benedire come sempre, e il risultato è un’autentica noia. Davvero un peccato, perché la trama in linea di massima non mi è sembrata niente male.

Emily Laing e l’antica metropoli – Cristoph Marzi (890 pp. – Libreria “L’Orlando Curioso”, Reggio Emilia)
Se cercate un fantasy scritto bene che possa adattarsi davvero a tutti i gusti, Emily Laing è quello che fa per voi: una Londra affascinante come quella di Harry Potter e misteriosa come quella di Bartimeus, con creature fatate in quantità e con una protagonista di quelle che non s’incontrano tutti i giorni. L’unica pecca è la lunghezza, che sfiora le 900 pagine, ma per il resto è un gran bel libro. Questo naturalmente se il bambino o la bambina che eravate è ancora vivo dentro di voi!

Le invio un manoscritto. Attendo contatto – Aldo Moscatelli (114 pp. – eBook free)
Consiglio a tutti la lettura di questo libro breve ma intenso, che potete trovare gratis su internet e che, equilibrando ironia e serietà, è in grado di spiegare in modo concreto diversi aspetti dell’editoria di oggi. Spassoso al punto giusto (specialmente le telefonate e le mail giunte alla casa editrice), arriva al punto senza tanti giri di parole e, credetemi, chiarisce davvero molte cose riguardo al mondo dell’editoria e dei libri, sfatando anche diversi luoghi comuni. Utilissimo e ben strutturato: davvero ben fatto.

Io scrivo 11, 13, 14 – A.A.V.V. (125 x 3 pp. – Edicola)
Altri tre capitoli del corso di scrittura del Corriere della Sera, questa volta dedicati alla caratterizzazione dei personaggi e alla credibilità delle storie. Casca a fagiolo, inoltre, la parte dedicata alla scrittura su internet, in particolare sui blog, del numero 14: molto interessante e ben fatta.

*Di questo non sono sicura, dal momento che i libri della Casini non hanno i numeri di pagina e che non c’è verso di trovare questo numero su internet. Alcuni siti dicono che ne ha 250, ma avendolo letto e sapendo che è un po’ più grosso de I figli di Atlantide, che ha 500 pagine, ho pensato che un numero del genere poteva andarci vicino 😉

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