[Recensione] L’eredità

Intanto che la pioggia continua a cadere inesorabile (ed è già tanto che non sia neve, con il freddo che fa!), la vostra Topolina è ancora alle prese con una recensione del progetto. Buona lettura, come sempre, e spero che vi piaccia!

Titolo: L’eredità
Autore: Jury Livorati
Generi: thriller, noir, young adult, dark fantasy
Editore: 0111
Collana: LaBlu
Pagine: 260
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €16,00 (eBook €10,64)
ISBN: 9788863074543
Formato: brossura, eBook (ePub, PDF)
Valutazione:
Grazie all’autore per avermi inviato il libro in formato eBook.

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RIASSUNTO – La morte di Simona in un tragico incidente, nell’estate del 2006, sembra non avere altra spiegazione che una banale distrazione alla guida. Ma suo marito Roberto non ne è del tutto convinto. Dopo un terribile sogno e una strana telefonata, i suoi sospetti trovano un seguito. Si farà infatti viva Erika, una vecchia amica della vittima, che dichiara di essere a conoscenza di un suo importante segreto. In realtà Erika è al corrente della minima parte di una terribile verità che affonda le sue radici nel 1400, in un villaggio del modenese sconvolto dalla messa al rogo di una donna accusata di essere una strega. Grazie a un’ultima testimonianza che Simona aveva lasciato temendo proprio di essere uccisa, e che Roberto ritrova con l’aiuto di Erika, sua figlia Cristina scopre tutti i particolari di un assurdo destino, l’eredità che dal passato è arrivata fino a lei e che minaccia di distruggerla. Ma, come sua madre, anche lei sceglierà la via della ribellione.

livoratiL’AUTORE – Jury Livorati è nato a Viadana nel 1985 e risiede a Cicognara (MN). Sposato e con due figli, si è laureato nel 2009 in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Parma. In precedenza ha pubblicato la raccolta di racconti “Paura, Paranoia, Pazzia” tramite il print on demand Lulu.com ed il romanzo “M@rcello” con Boopen Editore. Con quest’ultimo, pur non essendo supportato da un sistema di distribuzione nelle librerie, ha venduto sinora 60 copie, grazie al passaparola e ai social-network. Dal punto di vista della produzione scritta, ha una predilezione per il genere horror-mistery, ma si addentra in altri campi, come la narrativa, il romanzo d’amore (di prossima realizzazione) e recentemente il fantasy (“Manderley”, in fase di completamento), oltre ad aver composto svariate poesie tra il 1999 ed il 2003.

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[Recensione] La gabbia invisibile

Siete appassionati di thriller? E amate anche divertirvi con i videogiochi? Se sì, penso proprio che il romanzo del progetto “Recensioni d’inchiostro” di cui sto per parlarvi oggi sia fatto apposta per voi!

Titolo: La gabbia invisibile
Sottotitolo: Credi davvero di essere libero?
Autore: Stefano Baldoni
Generi: thriller, SciFi, paranormale, videogiochi, realtà virtuale
Editore: Greco&Greco
Collana: Nargre
Pagine: 314
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €12,50
ISBN: 9788879806978
Formato: brossura
Valutazione:
Grazie all’autore per avermi spedito il libro.

 sito dell'autore 

RIASSUNTO – Un futuristico esperimento di realtà virtuale che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo dei videogiochi si tinge di giallo in seguito alla misteriosa morte di uno dei protagonisti. Elena Paci, psicoterapeuta e moglie della vittima, non crede alle motivazioni poco credibili della polizia e delle istituzioni che cercano con tutti i mezzi di insabbiare l’accaduto. Dietro al gioco di ruolo si nasconde, infatti, un progetto delirante di manipolazione mentale, orchestrato da mani abili e influenti. Elena, in un percorso doloroso e contorto, scoprirà che in questa strana realtà parallela, fatta di elettrodi, reti neurali, computer, farmaci proibiti, codici e sogni che si confondono con la realtà, nulla è ciò che sembra essere.

L’AUTORE – Stefano Baldoni è nato a Venezia il 12 Agosto 1975 ed è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Scopre la passione per la scrittura a trent’anni, e il 26 Dicembre 2006 comincia a buttare giù, su un tovagliolo, le prime righe di quello che diventerà il suo primo romanzo, La gabbia invisibile, e impiega ben tre anni e mezzo per completarlo.
Ora si occupa di Marketing per una multinazionale nell’ambito dell’elettronico. Tra i suoi hobby, ama suonare il basso elettrico, giocare a calcio, leggere e ballare.

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Letture di maggio

Anche maggio è stato un mese di fuoco, ma mi consolo pensando che mancano solo sei (dico sei!) giorni di scuola. Sfortunatamente però, che ci crediate o no, ho ancora ben tre verifiche da fare… ma uno stacco allo studio prima della tirata finale dovrò pur farlo, no? Quindi intanto godetevi i miei pareri sui libri che ho letto durante il mese (ripromettendomi di leggerne almeno il triplo, in giugno, o non mi chiamo più Topolina!).


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Antarctica Blog Tour – 8ª tappa

Benvenuti all’ottava tappa dell’Antarctica Blog Tour, un vero e proprio tour attraverso i migliori siti e blog letterari del web, incentrato sul romanzo Antarctica, di Mario De Martino, in libreria dal 28 marzo 2012 per Casini Editore.

Oggi il blog ospita Sara Deodati, editor presso la Casa Editrice Casini, che risponderà a diverse domande sul mondo dell’editoria. Bene, cominciamo!

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Recensione: La piccola equilibrista

È venuto il momento di recensire quello che, secondo me, è finora il miglior libro che abbia avuto l’opportunità di leggere tramite il progetto che ormai ben conoscete. Parlo di La piccola equilibrista, di Stefano Vignati.

Titolo: La piccola equilibrista
Autore: Stefano Vignati
Genere: thriller, noir, horror
Editore: 0111
Pagine: 232
Anno di pubblicazione:  2011
ISBN: 9788863073928
Prezzo: €15,50 (eBook €9,90)
Formato: brossura
Valutazione:  

Ringrazio l’autore per avermelo inviato in formato ebook. 

Blog dell’autore, sito dell’editore, su aNobii, booktrailer su Youtube, leggi un estratto

Alessia è un’orfana capace di camminare in equilibrio sui fili del telefono. E a Nathaniel, titolare di un Circo, questa dote non può che ingolosire. Quando parte per rapirla si aspetta un’adolescente impaurita.
Niente di più sbagliato.
In un paesello di montagna che diventa un cupo labirinto di fughe e paure, di fronte a una bambina che si rivela essere tutt’altro di quanto pensassero, Nathaniel e il suo gruppo si trovano invischiati in una caccia senza tregua.
Una caccia che esige un solo vincitore. 

Non mi capita spesso di imbattermi in un libro che dopo neanche una decina di pagine mi facesse completamente dimenticare di trovarmi davanti all’opera d’esordio di un autore alle prime armi.
Anzi, vi dirò di più. Per La piccola equilibrista quasi dall’inizio alla fine il pensiero dominante era:

I casi sono due: o questo Vignati è un alieno, oppure mi ha raccontato una balla, perché non è statisticamente possibile che questo romanzo sia stato scritto da un esordiente.

La risposta che mi sono data dopo aver concluso la lettura è stata una via di mezzo: è improbabile che l’autore sia un alieno, quindi è per forza un esordiente, ma un qualche speciale “superpotere” lo deve avere per forza per essere riuscito a scrivere un libro così bello.
Più concretamente: pur essendo giovanissimo (ha solo cinque anni più di me), a quanto pare si è dato da fare parecchio nello studio delle tecniche narrative, o non sarebbe stato in grado di costruire un racconto che, a mio parere, è poco meno che un piccolo capolavoro. Continue reading

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Recensione: Lettere dal buio

Eccoci qui con la prima recensione ufficiale del 2012, sempre nell’ambito del progetto che ormai ben conoscete.

Titolo: Lettere dal buio
Autori:  Elvio Bongorino, Germano Dalcielo
Genere:  racconti thriller/horror
Editore:  IlMioLibro
Pagine: 168
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN:
Prezzo:  €11,48
Formato:  copertina morbida
Valutazione:  

Grazie agli autori per avermelo inviato in formato eBook.

Su Ilmiolibro.it, blog di Germano Dalcielo, su Facebook

Racconti.
Storie di passaggio tra vita e ombre. Una serie di 10 racconti tra il thriller e l’horror che hanno come comun denominatore la più atavica tra le emozioni umane: la paura. 

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Recensione: Uno

Le vacanze di Natale ormai (per fortuna!) sono arrivate, e quindi, spero, è in aumento anche il tempo a disposizione per mandare avanti le recensioni. Intanto, godetevi quella di Uno, gentilmente inviatomi dall’autore nell’ambito del progetto.

Titolo: Uno
Autore: Stefano Pastor
Genere: thriller, giallo
Editore: 0111
Collana: Selezione
Pagine: 146
Anno di pubblicazione:  2011
ISBN: 9788863073782
Prezzo: €13,50
Formato: brossura
Valutazione:  

Blog dell’autore, su aNobii, booktrailer su Youtube, acquista in eBook qui o qui, acquista su Ciao.it

Io sono uno. Anche se ho sei corpi, anche se vivo sei esistenze diverse. Sono sempre stato uno, fin dall’inizio. Nessuno conosce il mio segreto, nessuno può lontanamente sospettarlo. Eppure ha avuto inizio: qualcuno sta uccidendo i miei corpi, in ogni parte del mondo. Qualcuno sta cercando di estinguermi, di annientarmi. Non so di chi potermi fidare, a chi chiedere aiuto, non so come fermare questa carneficina. Non so come riuscire a sopravvivere. Aiutatemi! 


Ci sono libri per i quali è sufficiente  leggere il riassunto sul retro di copertina per intuire che non saranno niente male. Non accadono di frequente, ma devo dire che Uno è uno di questi (scusate il gioco di parole ;)).
I protagonisti sono sei, eppure sono uno solo. Com’è possibile tutto ciò? Semplice: abbiamo a che fare con un’unica “anima” divisa in sei corpi, che vivono in altrettanti angoli del pianeta e che non potrebbero essere più diversi.
Marcello De Renzi, finanziere che deve assistere una moglie malata di tumore;
Jung Park, contadino coreano;
Esther Dickerson, insegnante di filosofia;
Amy Benson, interprete che vive in Sud Africa;
Miguel Figueroa, un argentino di dieci anni;
Dominic Ferri, diciassettenne francese.
Sei persone di differente età, mestiere, condizione sociale e persino sesso, che però condividono un’anima sola. Ma tutto questo non è destinato a durare a lungo, perché un killer spietato sembra deciso a uccidere tutti e sei, uno dopo l’altro.

Non deve essere stato facile riuscire a maneggiare ben sei personaggi così diversi – ciascuno di essi con un carattere e soprattutto una storia differenti – e farli sentire vicini al lettore; eppure direi che Stefano Pastor ci è riuscito perfettamente. Mi è piaciuta molto l’idea che sta alla base della trama, quella di una sola persona divisa in sei corpi, e ancor più come i vari personaggi sono stati inseriti all’interno di essa: la narrazione è serrata fin dall’inizio, tanto da non lasciare quasi il tempo di respirare; i punti di vista di Marcello, Jung e gli altri si alternano di continuo, spesso anche dopo una sola pagina di testo.
Sulle prime, se devo essere sincera, ho trovato questa scelta lievemente macchinosa e ho impiegato un po’ ad abituarmi a questi cambi così repentini, ma è stato sufficiente oltrepassare i capitoli iniziali per capire che in realtà si tratta del principale punto forte del romanzo. Dalla prima all’ultima pagina il ritmo è incalzante, come se il lettore stesso percepisse la tensione della corsa contro il tempo che sono costretti a fare i personaggi.  Lo stile, inoltre, è ridotto volutamente all’osso, pressoché privo di giri di parole e altri fronzoli: il ritmo frenetico con cui porta avanti la storia, come ho già detto, non lascia il tempo per soffermarsi sulle parole. Questo forse non è del tutto un bene, dato che tende inevitabilmente a essere superficiale, ma frasi semplici ed efficaci sono pur sempre meglio di periodi complessi e difficili da digerire.
Il tutto si tinge delle cupe atmosfere dell’horror quando entra in scena una settima presenza: un killer, un assassino, il cui scopo è annientare quest’anima divisa in sei, e che niente e nessuno sembra in grado di fermare. Vedrete i personaggi cadere sotto i suoi colpi, prima uno e poi l’altro. Riuscirà nel suo intento? Ce la farà a uccidere tutti? Questo spetta a voi scoprirlo.

Sei persone tanto differenti, dicevo poco fa, non sono sicuramente semplici da caratterizzare: il mio timore iniziale, vedendo i numerosi capitoli con punti di vista ogni volta diversi, era quello di sentirmi sballottata da un personaggio all’altro senza però avere il tempo di affezionarmi a nessuno, come mi è capitato spesso con i libri che adottano questa particolare tecnica narrativa. Invece, nonostante alcuni di essi compaiano pochissime volte (quelli che escono di scena per primi), li ho trovati tutti curati nei dettagli e soprattutto inseriti alla perfezione nel background che li caratterizza. Se dovessi eleggere il mio preferito, probabilmente sarebbe quello che compare più spesso, ovvero Marcello De Renzi: la sua vita è quella di un normale finanziere, ma a un certo punto scopre che la moglie è in fin di vita. Da quel momento ha inizio, per lui e per la compagna, un vero e proprio calvario, un cammino di dolore e sofferenza che spesso mi ha fatto stare davvero male per quel che gli succede, ma che è anche riuscito nel complesso intento di scatenare una forte empatia nei confronti del personaggio. Come accade con Marcello accade anche per Dominic, Amy e gli altri, ma trovo che il primo sia tra tutti quello riuscito meglio.

Uno, dunque, è un giallo thriller con una trama davvero avvincente, che saprà conquistarvi per la sua capacità di coinvolgere… ma è soltanto questo? No, certo che no, perché in Uno i momenti di azione e di tensione sono intervallati a scene riflessive, in cui le protagoniste sono le emozioni: amore, affetto reciproco, ma anche sofferenza e drammaticità, malattia e morte. Questi frequenti spunti di riflessione, pertanto, lo fanno risultare molto più profondo di un semplice romanzo thriller.

Per concludere, quindi, Stefano Pastor è senz’altro un autore da tenere d’occhio: non lo conoscevo prima di leggere Uno, ma sono sicura che anche gli altri suoi romanzi non saranno da meno.

*      *      *

Era finita, era arrivato il mio momento. Il killer stava già puntando l’arma.
«Perché?» gli chiesi.
Poi mi resi conto che non mi restava più tempo, che non potevo morire così, che dovevo impedirgli di spararmi in fronte. Riuscii a spostarmi, mentre l’uomo faceva fuoco. Di poco, di pochissimo.
La pallottola mi centrò in pieno nell’occhio destro. Lo sentii esplodere e tutto divenne nero. Dovevo resistere, non dovevo morire, non ancora. Almeno finché il trasferimento non fosse stato ultimato. Un secondo. Due. Tre. Quattro.
Tutto si stava fermando, dentro al mio corpo. Una parte del cervello era stata danneggiata.
Cinque. Sei.
Non de la facevo! Non ci riuscivo! Non c’era abbastanza tempo!
Sette. Otto.

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Recensione: Il vento della luna

È arrivato il momento di parlare de Il vento della luna, romanzo d’esordio dell’autore Daniele Monte, che come sempre fa parte del progetto “Libri in cambio di recensioni“.

Titolo: Il vento della luna
Autore: Daniele Monte
Genere: thriller, giallo, avventura
Editore: TGbook
Pagine: 408
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788897039174
Prezzo
: € 16,00
Formato: copertina morbida
Valutazione

Ringrazio l’autore per avermelo spedito. 

Sito della casa editriceSito dell’autorePagina Facebook Acquista su Ciao.itLeggi un estratto

Sullo sfondo di un oscuro complotto che mina a mettere in ginocchio l’intero sistema economico ed energetico mondiale, Massimo Giusti, un uomo normale, con un passato segnato da una serie di eventi dolorosi, viene coinvolto, dall’affascinante e determinata Farah Kristiensen, in un’avventura che lo porterà da Berlino a Parigi, da Roma fino al deserto iracheno, in un turbine di azione ed emozioni che sembrano non aver mai fine.
Riuscirà a porre fine alla cospirazione?
Sarà in grado Massimo di raccogliere la seconda opportunità che il Destino gli ha concesso? … 

Ogni tanto capita di trovare libri di autori esordienti, magari pubblicati da case editrici pressoché sconosciute o da Print on Demand, per i quali a lettura ultimata viene da domandarsi: “Ma com’è possibile che questo romanzo non sia un best-seller internazionale?”
Senza esagerare, trovo che Il vento della luna faccia parte di questi: tuttora mi immagino di entrare in libreria e di trovarlo accanto a libri di scrittori del calibro di Dan Brown, John Grisham o Ken Follett (per citare tre autori famosi di questo genere, che non necessariamente si adattano ai gusti della sottoscritta). Dato che le cose – ahimè – non stanno così mi chiedo davvero come possano le grandi case editrici pubblicare Troisi, Rosso o Moccia (vale lo stesso discorso della parentesi di poco fa… questa volta però togliete pure il “necessariamente”) e snobbare autori quasi sconosciuti eppure talentuosi come, appunto, Daniele Monte. Ma questa è una recensione, non una lamentela sull’editoria di oggi, perciò non divaghiamo e torniamo al nostro libro.

Il vento della luna si apre con un prologo lungo una quarantina di pagine. Ci troviamo in Iraq, precisamente a Nasiriya, e qui incontriamo quello che sarà il protagonista dell’intera vicenda: Massimo Giusti, detto “Max”. Siamo nel novembre del 2003, ovvero, come suppongo ricorderete, il periodo in cui a Nasiriya avvenne un tragico attentato che vide coinvolti anche numerosi soldati italiani: nella nostra storia, Max Giusti si trova tra questi.
Sopravvissuto all’attentato, lo ritroviamo sette anni più tardi, dopo che a fatica sta ancora cercando di costruirsi una vita normale nonostante gli eventi dolorosi che hanno segnato il suo passato. Ma la situazione precipita con l’arrivo di una vecchia compagna di scuola, Farah Kristiensen: tra rocamboleschi inseguimenti in auto, sparatorie, altri attentati in varie parti del mondo e missioni impossibili, Max e Farah si troveranno coinvolti in una cospirazione che sta cercando di prendere il controllo sulle risorse energetiche mondiali. Ce la faranno a impedire che questo accada e, possibilmente, a salvarsi la pelle? La risposta – sappiatelo – è tutt’altro che scontata.

Non mi posso dire veramente appassionata del genere thriller, forse perché tendo a non fidarmi dei best-seller che compaiono in libreria, e perciò non mi capita spesso di leggerli. Però, le rare volte che mi capita, ho quasi sempre l’impressione di trovarmi con il tipo di libro che pare fatto su misura per me: se ci sono avventura, azione, oscuri intrighi su cui indagare, armi e altri strumenti ipertecnologici… il tutto condito da uno stile che sa fare un uso intelligente della violenza – e quindi senza eccedere -, proprio non riesco a resistere. Con Il vento della luna, per giunta, l’effetto è stato triplicato: sono stata coinvolta tra una situazione e l’altra senza avere nemmeno un secondo per respirare; quasi mi pareva di far parte io stessa della storia, di trovarmi accanto a Max e a Farah durante tutte le loro avventure.

Parliamo un po’ di trama e stile?
Be’, quel che salta all’occhio fin dal primo momento è che chi scrive ha capito alla perfezione cosa vuol dire saper coinvolgere il lettore: la scrittura è dinamica, vivace, capace di trascinare per tutta la durata della storia, tanto che è stata dura non potermelo divorare dall’inizio alla fine in un unico round a causa dei vari impegni che avevo. La narrazione è serrata, zeppa di colpi di scena, coinvolgente ed emozionante al massimo.
Quello che ho apprezzato maggiormente oltre alla ben riuscita delle scene d’azione, però, è stato di sicuro il modo in cui l’autore ha caratterizzato i suoi personaggi, in particolare Max Giusti. Mi è davvero piaciuto come eroe: è un uomo normale che la vita ha reso più forte degli altri, ha un carattere riservato che però non esita, se stuzzicato, a lasciar venire fuori la sua parte focosa e ribelle.
Gli unici due punti a sfavore sono i seguenti: sorvolando su alcuni piccoli refusi, avrei cercato di rendere più leggere alcune descrizioni, che in certi punti risultano a mio parere eccessivamente approfondite; e poi durante la storia il narratore fa uso di molti termini tecnici, che certo denotano una profonda conoscenza della scienza, della storia e della geografia da parte di chi scrive, ma che però possono non risultare comprensibili a tutti. Per esempio io, che non faccio parte degli “addetti ai lavori”, in alcuni passi ho avuto un po’ di difficoltà nel districarmi tra i numerosi riferimenti specifici. In ogni caso, questo non toglie molto all’indubbia qualità del romanzo, né al mio gradimento.

Quindi, in definitiva, se state cercando un romanzo d’esordio che però meriterebbe di trovarsi molto più in alto di dov’è, non potete lasciarvi sfuggire Il vento della luna. Trovo che sia davvero un libro notevole, di quelli che capitano di rado. Complimenti all’autore, dunque!

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Ormai prossimo al perdere conoscenza, vide la bandiera prendere fuoco, vide le fiamme avvolgerla: pensò a tutti i suoi compagni, ai ragazzi con cui aveva condiviso più di sei mesi di difficoltà, pensò a Guelbi e De Carli. Devastato dal dolore fisico e da quello psicologico, si lasciò andare, rivolgendo un ultimo pensiero verso Sarah. Gli parve di vedere il volto sorridergli fra le nuvole nel cielo, poi una nebbia densa calò su di lui, vinto dagli eventi al pari della bandiera ormai completamente bruciata.

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